COMUNE DI CASERTA. IL DANNO E LA BEFFA ALLE ASSOCIAZIONI CHE HANNO ADOTTATO LE AREE VERDI. IL DIRIGENTE IOVINO REVOCA CONCESSIONE AI PRIVATI E LA POLIZIA MUNICIPALE APPLICA PESANTI SANZIONI AI ” TRASGRESSORI”

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta.   Una situazione del tutto singolare  si sta verificando al Comune di Caserta , per la precisione  nel settore Ambiente ed Ecologia.

Ma procediamo con ordine.

Durante lo scorso autunno, il Comune di Caserta , alla luce del dissesto finanziario in corso,  stipulo’  convenzioni  con esercenti ed associazioni  conferendo loro in adozione aree verdi , tra le quali  le rotonde delle strade di recente costruzione.

Responsabile del procedimento il Dirigente all’Ambiente Dott. Marcello Iovino   il quale firmo’ le  relative convenzioni.

Alla base del provvedimento la constatazione dello stato di totale  degrado del verde pubblico   cittadino  : il problema, peraltro, era aggravato  proprio nelle rotonde  laddove l’incuria ed il degrado  provocavano un problema di sicurezza pubblica  a causa dell’ erba alta e quindi mancata visuale.

 

Eccezion fatta per uno studio odontoiatrico , che ha seminato cartelli pubblicitari senza rispettare le prescrizioni stabilite dalla convenzione,  la maggior parte degli adottanti si è scrupolosamente attenuta  al regolamento e alla convenzione rispettando  i parametri indicati nel documento siglato con il Comune di Caserta , ovvero l’indicazione del numero   e delle relative misure  del cartello apposto sull’ area,  ma soprattutto provvedendo silentemente alla cura e manutenzione ordinaria delle aiuole.

A distanza di circa un anno, il colpo di scena.

Il Dirigente Iovino ha  tirato  fuori una sorpresa dal cilindro: un format con tanto di grafica ( probabilmente di qualche noto disegnatore che già ha bazzicato negli uffici comunali) e di conseguenza da’ l’input alla polizia municipale di multare i ‘trasgressori ‘ contestando un mancato nulla osta per l’ approvazione appunto del cartello!

 

Dopo la sanzione di circa 400  euro a cartello fa seguito un avvio del procedimento a firma dello zelante ingegnere comunale che minaccia la revoca della convenzione se gli “usurpatori ” non si adeguano.

 

Invitati e recatosi nella stanza del bottone faccia a faccia col dirigente viene loro rifilato il nuovo format . La multa rimane ma il cartello viene cambiato secondo Iovino.

Da qui la revoca della convenzione non avviene per incuria ma per il cartello. Un danno per tutti coloro che per un anno hanno pagato giardinieri  al fine di  tenere in buono stato le aiuole nonostante le difficoltà a poterle irrigare visto gli inesistenti impianti di irrigazione.

Alcuni esercenti hanno scritto alla polizia municipale per chiedere l’annullamento delle sanzioni dimostrando che le contestazioni del verbale non erano corrispondenti alle stato dell’ area.

Ma a distanza di un mese è pervenuto loro il rigetto dell’ istanza di annullamento del verbale. Oltre al danno la beffa per aver voluto contribuire a migliorare le condizioni del verde della città.