fiammella alla rinascita: il cammino verso l’A2
La promozione in Serie A2 della Juve Caserta 2021 restituisce alla città un entusiasmo che negli ultimi anni era rimasto silenzioso ma mai sopito. È un risultato che riporta alla memoria il valore identitario della pallacanestro casertana, capace di rappresentare appartenenza e riscatto in ogni fase della sua storia. Per comprenderne appieno il significato è necessario volgere lo sguardo ai momenti più difficili, quando la società sembrava aver smarrito tutto tranne la propria dignità.
Il percorso di ricostruzione prese forma in un contesto segnato da criticità profonde. Il Palamaggiò era impraticabile, appesantito da anni di incuria e da una gestione che aveva lasciato una struttura simbolica in condizioni di abbandono. Il Palapiccolo richiedeva interventi continui per contenere le infiltrazioni d’acqua dal soffitto, tanto da costringere a turnazioni per rendere possibile ogni allenamento. La squadra fu costretta a disputare partite lontano da Caserta, con un senso di sradicamento che gravava sull’ambiente sportivo e sulla comunità.
In quella fase complessa prese avvio un lavoro di ricostruzione che non si limitò agli aspetti tecnici, ma coinvolse la dimensione umana e identitaria della società. La sfida fu raccolta dal presidente Farinaro, che avviò un percorso fondato sulla serietà, sulla capacità di ascolto e sulla volontà di restituire credibilità a un progetto che sembrava destinato a spegnersi. Accanto a lui si mossero figure che avevano custodito la fiammella della pallacanestro casertana nei momenti più incerti. La collaborazione di Nando Gentile, insieme all’impegno di Francesco Melone, Agostino Del Monaco e Antonio Garofalo, rappresentò un presidio fondamentale in un periodo in cui la continuità stessa dell’attività sportiva era messa in discussione.
Costante nel tempo ed ancora oggi determinante è stata la preziosa collaborazione di Gianfranco Maggiò, presidente di tanti successi del passato, che scelse di rimettersi in gioco in prima persona. La sua presenza ha garantito un legame ideale tra la storia gloriosa della pallacanestro casertana e il nuovo percorso intrapreso, offrendo sostegno e visione in un momento in cui la società aveva bisogno di punti di riferimento solidi. La collaborazione tra Farinaro e Maggiò ha rappresentato un elemento decisivo per trasformare un’idea di rinascita in un progetto concreto.
Parallelamente si sviluppò un lavoro silenzioso e costante che coinvolse dirigenti volontari, istruttori e responsabili tecnici. Il settore giovanile fu mantenuto in vita grazie alla dedizione di chi operò con continuità anche nei periodi più difficili, garantendo ai bambini e ai ragazzi un percorso formativo che non si è mai interrotto. Questo impegno ha rappresentato la base su cui è stato possibile costruire la nuova identità della società, perché nessuna rinascita può prescindere dal lavoro quotidiano di chi opera lontano dai riflettori. In questo contesto si inserisce anche il ricordo di Ciro Vitalone, venuto a mancare pochi giorni fa, la cui presenza ha rappresentato un punto di riferimento umano per l’intera comunità sportiva.
La promozione in Serie A2 è il risultato del lavoro dei giocatori e dello staff tecnico, ma è anche il frutto di una visione che ha saputo trasformare un periodo di incertezza in un percorso di crescita. Il merito principale va riconosciuto al presidente Farinaro, che ha guidato la società con pazienza, sagacia e lungimiranza, e al capo allenatore Lardo, che ha saputo tradurre quella visione in un’identità tecnica solida e vincente. Il traguardo raggiunto restituisce alla città un pezzo della sua storia e conferma che la pallacanestro casertana, quando trova unità e responsabilità, è capace di rinascere e di tornare protagonista.