Djokovic vuole riaffermarsi a New York

È l’ultimo Grande Slam dell’anno. È l’evento tennistico più atteso negli Stati Uniti. Ed è il teatro nel quale si sono imposti i migliori tennisti di sempre sul terreno più veloce in assoluto. Gli US Open disputati nei terreni dell’impianto sportivo di Flushing Meadows, nella periferia di New York, rappresentano la grande chiusura dell’anno tennistico outdoor prima del grande evento autunnale dei Master volto a mettere il sigillo sull’anno tennistico 2019. Il giocatore che arriva all’appuntamento newyorkese più carico di tutti è senza dubbio Novak Djokovic, trionfatore a Wimbledon in una finale epica contro Federer passata già alla storia nonostante sia recentissima. Questo perché l’attuale numero 1 del ranking ATP sta vivendo forse il suo momento di massimo splendore di tutta la carriera: a 32 anni, infatti, e con ben 16 titoli del Grande Slam conquistati, solo 4 in meno di Federer, il serbo viene da quattro vittorie su cinque dei grandi tornei giocati da Wimbledon 2018, con la sola eccezione del Roland Garros di quest’anno, competizione nella quale si è imposto lo spagnolo Rafael Nadal.

Cemento amico

Vincitore di ben 3 US Open e di 7 Australian Open, Djokovic si trova senza dubbio molto a suo agio sul cemento, la superificie sulla quale è cresciuto e dove mette a segno la maggior parte dei suoi colpi migliori. C’è da dire infatti che i trionfi del 2018 agli US Open e all’Australian Open del 2019 sono una delle grandi conferme del suo stato di grazia momentaneo e della sua perfetta adattabilità al cemento. Profondo ammiratore della cultura italiana e attento spettatore a distanza delle Universiadi che hanno avuto luogo a Napoli a luglio, il tennista serbo va all’assalto del record di Federer di 20 tornei del Grande Slam e per farlo dovrà imporsi a Flushing Meadows. Djokovic è il grande favorito alla vittoria secondo le principali scommesse sul tennis con una quota di 2,25 il 30 luglio. Oltre ad essere probabilmente il miglior tennista in circolazione sul cemento, il serbo viene fortissimo dopo aver vinto Wimbledon. La sua è anche una storia di superamento personale, dopo essersi ripreso da un grave infortunio al gomito che lo ha lasciato fuori dai giochi per moltissimo tempo e ha fatto temere per la sua carriera. Su di lui in questo momento aleggia un’aura di imbattibilità e di estrema serenità: le sue vittorie sono infatti spesso frutto di una gran pazienza e di una strepitosa dedizione. Per vincere a New York, tuttavia, Nole dovrà affrontare una serie di sfide interessanti e complicate, con i suoi due rivali di sempre pronti a rovinargli la festa.

I soliti pericoli

Nell’era Open forse non si era mai assistito a una rivalità a tre così importante come quella tra Djokovic, Federer e Nadal. Questi tre tennisti hanno dato vita a uno show continuo nel quale hanno generato sfide incrociate continue ad altissimo livello e si sono spesso divisi la posta in palio per quanto riguarda i principali tornei mondiali. Se, infatti, Federer è a quota 20 Slam, Nadal ne ha vinti 18. Stiamo parlando dunque dei principali tennisti di sempre in quanto a titoli e dei protagonisti di grandissime battaglie. Se da un lato lo svizzero cercherà la rivincita contro Nole dopo aver perso a Wimbledon, il giardino di casa sua, lo spagnolo vorrà conquistare il suo secondo titolo dello Slam dell’anno dopo essersi imposto a Parigi per la tredicesima volta della sua carriera. Terzo tennista di sempre ad aver guadagnato di più nel circuito ATP, proprio dietro a Federer e Djokovic, Nadal è migliorato moltissimo negli ultimi anni sul cemento e ha trionfato in tre occasioni a New York, l’ultima delle quali nel 2017. Gli US Open 2019, uno degli eventi più importanti dell’estate insieme ai mondiali di nuoto in Corea del Sud, vedranno però anche un Federer molto agguerrito: lo svizzero è per molti il talento più cristallino di sempre di questo sport e ha trionfato in ben cinque occasioni a Flushing Meadows, sebbene l’ultima volta sia stato nel lontano 2008.

Al di là di possibili outsider come Dominic Thiem o Alexander Zverev, la coppa assegnata all’arena dedicata ad Arthur Ashe finirà probabilmente nelle mani di uno di questi tre fenomeni. Djokovic arriva con la spinta della vittoria a Londra, ma Federer e Nadal non giocano mai per perdere.