Dati statistici che parlano di una costante crescita della spesa, ricadute in termini economici ed occupazionali, discussioni in merito al suo impatto sociale ed elezioni alle porte, pongono il tema del gioco d’azzardo al centro del dibattito politico-sociale di questo periodo.
Il recente rapporto pubblicato dal Gruppo Gedi, una rete di quotidiani locali, evidenza come il gioco d’azzardo, sia offline che online, sia ormai diventato il terzo settore economico italiano.
Nella regione Campania, la somma globale spesa in questa forma di intrattenimento ha raggiunto nel 2016, la cifra di 7,2 miliardi di euro e, dopo Napoli e Salerno, Caserta è la terza provincia campana con la spesa più alta: 46,06 milioni di euro. In termini di spesa pro-capite i dati ci dicono che ogni abitante ha speso 2.962 euro scommettendo in uno o più dei giochi legali in Italia: slot machine, casinò online, lotto e lotterie, bingo. Nei comuni della provincia con più di 20.000 abitanti, emergono alcune situazioni che sembrano particolarmente rilevanti come quelle dei comuni di Maddaloni (spesa pro-capite di 2.962€), Santa Maria Capua Vetere (1.462€), Casal di Principe e Castel Volturno (spesa pro-capite di poco superiore ai 1.000 euro). Seppure queste cifre hanno in alcuni casi fatto scattare un allarme è necessario leggerli tenendo anche in considerazione la distribuzione delle sale slot e bingo sul territorio che spesso fanno salire di molto i dati di spesa di uno specifico territorio.
Queste statistiche ed in generale la crescita del gioco d’azzardo hanno dato vita a letture e reazioni completamente differenti. Da un lato infatti esperti del calibro dello psichiatra Paolo Crepet danno una lettura delle attività d’azzardo come un intrattenimento positivo in grado di produrre sulle persone effetti quali “la socializzazione, il diritto al sogno, la possibilità di alleviare la propria amarezza e la propria tristezza”.
La posizione di Crepet ha sollevato un vero e proprio vespaio e non si sono fatte attendere le reazioni da enti ed associazioni che invece offrono assistenza e supporto a coloro che sono invece affetti da ludopatia.
La lettura del gioco d’azzardo come rischio sociale ha portato soprattutto alla messa in campo di misure di contrasto o contenimento del gioco alle macchine slot presenti sul territorio. Il governo ha infatti previsto una consistente rottamazione delle video slot entro il 2018 e, nel solo territorio campano, spariranno circa 11.000 apparecchi. Queste misure, insieme alle iniziative che propongono di ridurre gli orari di funzionamento delle slot, vengono viste come un positivo passo avanti dalle associazioni che lottano contro le dipendenze ma non fanno invece contente le associazioni di imprenditori.
Così come è accaduto anche al nord, in Campania molti si chiedono che effetti avranno i tagli delle slot sull’occupazione e su molte piccole attività commerciali che traggono, proprio dal gioco d’azzardo, quelle entrate extra che permettono loro di rimanere sul mercato.
Dal punto di vista degli appassionati di gioco, i tagli delle slot tuttavia non producono effetti negativi sulla possibilità di continuare a godere di questo tipo di intrattenimento. Con un computer o un semplice cellulare è infatti possibile accedere ai migliori casino e siti di gioco online legali italiani, che garantiscono scommesse sicure, legali e nel rispetto delle norme previste dall’AAMS.
Le elezioni politiche alle porte apriranno un ulteriore tavolo di confronto sul gioco d’azzardo, ed i candidati campani dei diversi partiti dovranno necessariamente esprimere la loro posizione su questo settore che è sia fonte di importanti entrate erariali e generatore di opportunità occupazionali, ma anche elemento di rischio per le fasce più deboli della popolazione