I Carabinieri e la Procura decapitano i clan Puca, Verde e Ranucci. Arrestate 59 persone

E' in fase di notifica anche un maxi-sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro. Gli indagati sono accusati di numerosi reati, tra i quali associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti

SANT’ANTIMO (NA) – Dalle prime ore di oggi, martedì 9 giugno 2020, i Carabinieri del Ros stanno eseguendo 59 arresti su ordine del Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura distrettuale antimafia. Le 59 persone arrestate sono considerate dalla Procura della Repubblica affiliate ai clan Puca, Verde e Ranucci. Gli indagati sono accusati di numerosi reati, tra i quali associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti.

La maxi-operazione della Procura colpisce i clan “Puca”, “Verde” e “Ranucci”, che operano nella zona di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, e nei comuni vicini, disvelando una fitta rete di cointeressenze sia in ambito politico sia imprenditoriale. Allo stesso tempo, è in fase di notifica anche un maxi-sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro.

L’operazione dei Carabinieri è arrivata grazie alle indagini dei Ros, sotto la guida del Generale di Divisione Pasquale ANGELOSANTO e della Procura di Napoli, guidata dal Procuratore Giovanni MELILLO. Un duro scacco da parte delle forze dell’ordine alla camorra che imperversa nei comuni dell’hinterland di Napoli, a nord del capoluogo partenopeo.

In questo caso, le indagini sono state volte anche a scoprire eventuali legami tra la criminalità organizzata e l’imprenditoria locale, nonché il possibile impatto della camorra anche sulle elezioni comunali. La camorra, infatti, ormai non si limita soltanto ad atti di criminalità, ma cerca di intrufolarsi anche nelle maglie della società civile e tra i cosiddetti colletti bianchi per procacciarsi appalti e lavori pubblici.

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