AGM Servizi Sanitari 582×215

Il sindaco medico di Calvi Risorta interviene sulla questione scuole

COVID-19 E SCUOLA: BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITÀ

La dichiarazione del sindaco

Tutti sappiamo che la scuola non è il luogo in cui avviene il contagio. Almeno non in via prioritaria. Però un bambino positivo in una classe comporta decine di tamponi ed una serie di sforzi volti alla tracciabilità dei contatti.
Questo ha comportato un ingolfamento del sistema tamponi, con disservizi e ritardi che sono sotto gli occhi di tutti.
Per eseguire un tampone, dopo l’apertura delle scuole, sono necessari 4-5 giorni e successivamente occorreranno ulteriori 4 o 5 giorni per avere l’esito.
Un tempo che mette seriamente a rischio la pubblica incolumità.
Si può discutere sull’ organizzazione dell’intero sistema sanitario e sull’opportunità di aumentare l’efficienza delle Asl ma questo è un argomento più grande di noi.
A noi tutti sta a cuore la salute di bambini e dei ragazzi.
Ed allora, se messo alle strette, devo scegliere tra rischiare la salute di un bambino o di un ragazzo o consentire il sacrosanto ed innegabile diritto di poter andare a scuola, personalmente non ho dubbi su cosa scegliere.
Si tratta di scelte che nessuno avrebbe mai voluto fare e che nessuno, io per primo, avrebbe mai pensato di trovarsi nella condizione di dover fare ma temo che al momento siano indispensabili.
Capisco perfettamente l’indignazione dei genitori che vedono negare al proprio figlio uno dei diritti più importanti ma è opportuno che anche le famiglie vengano informate di cosa stia accadendo al sistema sanitario dopo l’apertura della scuola.
Da medico e da Sindaco ritengo che bisogna avere il coraggio di dire la verità: con l’apertura delle scuole i tempi di esecuzione dei tamponi e dei relativi esiti sono diventati biblici e, soprattuto, è diventato molto complicato tracciare la catena dei contatti.
La verità è questa: o non si tracciano più i contatti oppure bisogna chiudere le scuole.
Mi costa lacrime di sangue ammetterlo ma,al momento, il nostro sistema sanitario di sorveglianza non ha la potenzialità di fare entrambe le cose.