Il provvedimento si inserisce nel piano dei lavori di recupero per la frazione di San Leucio. Per questo motivo il Primo Cittadino ha deciso di reiterare l’ingiunzione nei confronti di Don Battista Marello che, con un termine ultimo di 15 giorni, viene sollecitato per l’ultima volta a liberare le stanze della Parrocchia di San Ferdinando Re a San Leucio a causa della sua fatiscenza.
C’è da dire però, che la questione non è nuova. Andrebbe già avanti da circa un anno, quando incredulo il Parroco si vide recapitareda parte dell’Amm.ne Comunale il primo “invito” ad abbandonare alcuni locali della struttura parrocchiale. Un provvedimento che Don Marello contestò attraverso la dimostrazione di numerose delibere comunali attraverso le quali si sarebbe dimostrato l’irrevocabile affidamento degli immobili in uso alla Parrocchia.
Immediatamente i Leuciani con i quali convive da trent’anni, attraverso il Comitato “Cittadini per San Leucio” tornano a farsi sentire, schierandosi dalla sua parte.
Per tutta risposta, i responsabili del Comune affermano che da anni il Parroco stia occupando senza alcun titolo gli spazi del loro sito Unesco, e che pertanto l’uso gratuito dell’immobile che egli stesso ha reso praticabile non ne ha in alcun modo stabilito l’effettiva proprietà, tant’è che pochi giorni fa il Consiglio avrebbe addirittura indetto un Bando di Gara per il recupero delle aree abbandonate del Belvedere.
“San Leucio non può essere affrontato con la normale Amministrazione” – replica intanto un militante del Comitato “Cittadini per San Leucio” – il quale parla della necessità di un meccanismo “virtuoso e continuativo” nonchè competente ed efficace per un progetto di lunga visione e non a scadenza di mandato comunale.
Comune che nel frattempo ha ristrutturato e rimesso in funzione gli antichi telai, tant’è che avrebbe presentato i primi prodotti già pochi giorni addietro, promettendo altre iniziative per il sito in tempi brevi.