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Il vero conflitto dell’età covid: diritto alla vita o diritto al lavoro?

Il dilemma contemporaneo

Riflessione sul tema:

Governo Conte: Le “riflessioni” della Meloni.

Ieri in aula, il Presidente del Consiglio Conte, è intervenuto per parlare di alcuni punti in
agenda, in vista del Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre 2020 a Bruxelles.
L’occasione per colpire il Governo è stata immediatamente colta dalla Meloni che,
riallacciandosi ad una frase di Zingaretti “Se ci fosse stato un governo di centrodestra, in un
periodo di pandemia come questo, avremmo avuto tantissimi morti in più”, ha prontamente
risposto, con un azzardato paragone, che con l’attuale governo di centrosinistra ci saranno
sicuramente più disoccupati.
Da quando vita e occupazione sono sullo stesso piano?
Nessuno nega l’importanza del lavoro, fondamentale per una vita dignitosa, ma nel presente
che stiamo vivendo il bene unico e supremo da difendere è la vita, che viene prima di ogni
cosa!
Inutile fare finta di non sapere che per i politici di centrodestra la salute è sempre stata
qualcosa di poco conto, poiché l’interesse privato e il tornaconto personale è l’unico obiettivo
da perseguire.
Il Governo attuale, catapultato in un’emergenza sanitaria senza precedenti, sta facendo di
tutto per salvaguardare sia l’economia che la vita di questo Paese. Non è facile…ed è
certamente fuori luogo ergersi da uno scranno con la stupida presunzione che altri
avrebbero fatto meglio.
La Meloni, così come Salvini, hanno per settimane, mesi, deriso il comportamento di Conte,
facendo ironia sul suo aver “elemosinato” aiuti alle potenze europee, come un poveraccio
col cappellino in mano sui gradini di una Chiesa.
Gli aiuti, come giusto che sia per l’essenza stessa dell’Unione Europea, sono arrivati, Conte
non ha fallito.
Eppure, ora, per gli esponenti di centrodestra si tratta semplicemente dell’applicazione di
dati oggettivi. Nessun merito al nostro Governo dunque.
Ma è bene sottolineare che Conte, all’interno del Consiglio Europeo, ha avuto un ruolo
centrale, perché con ferrea volontà ha sempre battuto su un punto fermo, sfuggito negli anni
a molti dei suoi predecessori: la politica sociale.
Non solo economia e finanza, dunque.
Evidentemente per molti, accecati dalla politomania e dal potere, il difficile e pregevole
operato del nostro Presidente ha poca importanza, perché lontano dal modus operandi di
chi, per anni e anni, ha solo avuto a cuore il tornaconto personale.
L’Italia è in una situazione disastrosa, urla teatralmente la Meloni, ma certo le colpe non
sono da imputare al solo governo precedente (tantomeno a quello attuale): ricordiamo tutti i
danni del Popolo della libertà, gli scandali, la vergogna…
Stiamo attenti alle parole pronunciate in aula, perché la memoria è viva, perché la
democrazia non può morire per mano di simili cialtroni.
Noi continuiamo a difenderla per il bene del Paese, sperando di uscire quanto prima da
questa crisi mondiale.
Il potere assoluto, tanto osannato dagli amanti della poltrona, sarà sempre osteggiato da chi,
come noi, lavora per il bene e i diritti di tutti.
Di tutti.
On. Antonio DEL MONACO