Intervista a Paolo Fiore tra musica e identità

Paolo Fiore

 

Uno Un caffè con Paolo Fiore duosiciliano carioca a ritmo di identità Sambaccussì 

Caserta  13 gennaio 2019 

Di Fiore Marro

Paolo Fiore inizia la sua carriera nella Napoli anni 70. Suona con Pino Daniele, Rosario Jermano e tanti altri. Forma il suo primo gruppo ( OMICRON ) poi gli HUMUS che suonano Rock Progressive e pezzi autorali. Negli anni 80 e presente nei migliori Piano Bar Napoletani e Italiani sino al 2002, anno nel quale si trasferisce in Brasile. Forma un gruppo ( Brasil Bossa Band) con il quale si e esibito e si esibisce in tutto il Brasile con musica Italiana arrangiata a bossa nova. Vince per due anni di seguito uno dei festival piu importanti Brasiliani (FESTIVAL FMPB) con due pezzi strumentali ( “Natal-Napoli ida e volta” e “Viagem na Seduçao”)  vari artisti brasiliani di bossa nova hanno in repertorio sue canzoni, sopratutto una ” Tutto me parla e te ( qualquer coisa me fala de voce)”. E conosciuto in Brasile sopratutto per unire i ritmi ed i colori brasiliani della Bossa con la lingua e la melodia Napoletana).

D) Personalmente ho da sempre amato il connubio Stan Getz – Joao Gilberto, sperando arrivasse un “napulitano” a completare l’opera, pare che ci sia riuscito Paolo Fiore, giusto Maestro?

R) Anche io amo Getz-Gilberto, ma c e chi , sicuramente più meritatamente di me, potrebbe completare il “trio”. Pino ha fatto splendide cose usando “napoletanamente” i colori della Bossa Nova. Io forse ho il vantaggio di viverlo il Brasile con tutte le sue sfaccettature, i suoi colori a volte accecanti del Samba o tenui e caldi della Bossa Nova, ma di viverlo con l’esperienza e la capacita di un musicista Napoletano, che ha imparato l’arte per strada.

D) La tua vita a metà tra Napoli e il Brasile, le peculiarità che accomunano questi due mondo così distanti ma talvolta così uguali?

R) Io vivo a Natal, nel nordest del Brasile che e la parte meno sviluppata di questa terra ma, credo, la più vera, attaccata orgogliosamente alle sue tradizioni musicali, culturali, culinarie. Ho trovato tantissime similitudini tra Natal e Napoli. Entrambe sono orgogliosamente attaccate alla propria cultura, somiglianze anche di linguaggi, modi di fare. Poi ho capito il perche. Qui nel Nordest del Brasile i Napoletani ci sono stati en in maniera molto marcante. Tra il 1614 ed il 1646 un piccolo esercito Napoletano, comandato dal Sanfelice, organizzarono la resistenza contro gli Olandesi e combattettero strenuamente ed intelligentemente sino a sconfiggerlo a BAHIA. Molti di quei Napoletani rimasero qui in Brasile e lo stesso Sanfelice, dopo aver ricevuto onorificenze e Napoli, se ne torno qui per morire a Salvador Bahia, dove riposa nella chiesa do CARMO.

D) La tua passione “borbonica” ti ha visto vicino ai movimenti che vanno per la maggiore, non per nulla sei il rappresentante dei CDS in terra Carioca, le tue impressioni, le tue speranza?

R) La mi speranza e una presa di coscienza più ampia e che converga in un unico grande movimento Napoletano. Trovo estremamente frammentata, purtroppo, la “ Napoletanita”..anche se devo riconoscere che le cose stanno cambiando , grazie al lavoro di persone come Gennaro De Crescenzo, Fiore Marro, Pino Aprile. La gente sta capendo, e come se si stesse svegliando, come se se stesse rileggendo la storia. Sono stato due mesi a Napoli ed ho ricevuto una impressione culturale ottima. Il Napoletano alza la testa e punta i piedi…..sa di non essere secondo a nessuno, anzi…

D) Chi ti conosce e ti segue sa che da qualche tempo hai scelto anche la via politica italiana da appoggiare, con la solita enfasi che ti contraddistingue, da dove nasce questa decisione che sorprende chi come me ti ha visto lontano decenni dalla politica, raccontaci di questa scelta?

R) Devo confessare le mie pecche…sono un socialista pentito…e pentito amaramente….Un socialista che ha visto disgregarsi gli ideali ed i sogni di chi, come lui, negli anni 70 ed 80, credeva in parole come “eguaglianza”, “solidarietà”, “fratellanza” ed ha assistito alla messa all’asta di queste parole e di questi concetti da parte di uomini e partiti che, come dico spesso, si sono venduti la nostra terra con noi dentro….e noi glielo abbiamo permesso. E sono ancora li, tentando di arraffare quel che e rimasto, distruggendo, in nome di un nuovo ordine mondiale, la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra lingua. Io credo che si senta il dovere di scendere in piazza a gridare “ NO “..anche senza schierarsi tanto oramai i concetti di Sinistra e Destra si sono completamente svuotati dai valori. Devo dire che sto guardando ed a volte apprezzando , i ragazzi del Movimento. Puliti, forse non eccessivamente preparati, ma onesti, volenterosi. Oserei dire “generosi”

D) Paolo ho sentito e risentito il tuo album in uscita, ho avuto l’impressione di trovarmi dinnanzi a una miscela esplosiva del tipo “Sambaccussì”, anche se tu hai scelto un’altra definizione vero?

R) Mi fa piacere che ti siano piaciute le mie cose. Pezzi come “ Samba Napulitano” e “Primma ca jesce a fatica”. “Tango Napulitano”, sono stati registrati qui e soffrono di influenze chiaramente Brasiliane. Poi ci sono “ Napoletanita”, “ Vesuvio”, “ Puortame cu tte” che sono piu rokkeggianti , e sono delle grida di dolore ma nello stesso tempo di speranza, per la Nazione Napoletana

D) Quanto di Napoli e quanto del Brasile c’è nella tua musica?

R) Una volta si diceva “ o zappatore nun sa scorda a mamma”..non e possibile per un artista Napoletano dimenticarsi di Napoli, del suo modo di vivere la vita e l’ arte, gli odori i colori che ha vissuto camminando per Toledo, i Quartieri, magari anche le ferventissime periferie . Ma, naturalmente, tutto quello che fa parte della formazione culturale di un artista , viene poi filtrata e contaminata dal posto in cui si vive, si respira, si fa la spesa, si mangia. Mamma Napoli e’ sempre presente nel mio cuore e nel mio spirito. Ma la mia amante brasiliana si fa sentire. Diciamo che, sino ad ora, Mamma Napoli e Donna Brasil, sono andate d’accordo…

D) Chiudo questa nostra intervista con una domanda che molti di noi vorrebbero di sicuro farti: C’è l’idea da parte tua di esibirti di nuovo anche nel nostro regno?

R) Sempre più forte, in questi ultimi tempi, e il desiderio di tornare stabilmente a vivere a Napoli e, da buon sognatore, sogno di potermi esibire di nuovo a Napoli dopo 20 anni di Brasile. Per questo sto cercando di portare avanti questa collaborazione con gli HUMUS, gruppo che mi ha visto 40 anni fa cantare e suonare il ROCK. Claudio Russo alle tastiere, Tommaso Piacente alla batteria, Mino Schiano alla chitarra ed io al Basso e voce, stiamo preparando uno show di musiche d autore in una Napoletanissima chiave pop-rock . spero che a Luglio sia pronto un CD ed Agosto si possa partire con una serie di concerti.