Non luogo a procedere per Setola & company nel processo di intestazione fittizia di beni

La sentenza e' stata emessa dal collegio  giudicante del Tribunale di Santa Maria C.V.

Santa Maria C.V. Si e’ concluso  il processo  nei confronti di 11 persone imputate di intestazione fittizia di beni a favore di Giuseppe Setola boss dei Casalesi.

La sentenza e’ stata emessa dal collegio  giudicante del Tribunale di Santa Maria C.V. presieduto dal Magistrato Giovanni Caparco  ed ha stabilito il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione  e l’esclusione della aggravante mafiosa nei confronti degli imputati.

Lo stesso PM della Dda aveva finito per chiedere una sentenza di non luogo a procedere per tutti gli imputati e l’esclusione della aggravante mafiosa.

Oltre Giuseppe Setola, questi i prosciolti dai reati : Pasquale Setola e Immacolata Setola, rispettivamente fratello e sorella del boss, Stefania Martinelli moglie di Giovanni Setola, Salvatore D’Aniello, Annamaria Serao, Giovanni Diana, Giovanni Visone,Giovanna, Lucia e Fortunata Baldascino, Domenico Massaro, Lucia Caterino, Massimiliano, Francesco e Cipriano Pagano, questi ultimi tre titolari della General Impianti.

Alla base del processo le indagini dell’Antimafia, che avevano individuato Immacolata Setola acquirente, insieme con il marito Mario Baldascino, di beni aventi un valore superiore al reddito di famiglia. La coppia Baldascino- Setola, infatti, ha sempre dichiarato un reddito familiare molto modesto.

Ma non e’ tutto.

L’Antimafia aveva puntato le indagini nei confronti della General Impianti: ne era scaturito che la societa’ ,  di proprieta’ di Pasquale Setola, era stata da questi intestata alla famiglia Pagano .

A prova di cio’ anche il fatto che la sede della societa’ era allocata nella stessa casa di Pasquale Setola.

Alla fine, pero’, l’impianto accusatorio e’ crollato determinando la sentenza di non luogo a procedere con l’esclusione dell’aggravante mafiosa.