INVASIONE DI PREGIUDICATI NAPOLETANI IN MOLISE, ‘RIMPATRIATI’ IN OTTO

di Daniele Palazzo

NAPOLI-Da Napoli città e dal suo sconfinato hinterland, in territorio molisano, tanti balordi criminali, con l’intento di compiere raid predatori.

E’ diventato, ormai, prassi consolidata questa specie di “transumanza” malavitosa, assolutamente squalificante per una città e la sua provincia che, storia, arte e cultura da vendere, è conosciuta ed ammirata in tutto il mondo. Tale massa di “parassiti”, che altro non sanno fare se non vivere dell’onesto loro altrui, non hanno i conti, però, con l’efficienza e la professionalità degli uomini che, nelle varie zone prese di mira, soprassiedono all’Ordine Pubblico e alla sicurezza del territorio.

E’ il caso delle otto persone, tutte provenienti da Napoli capoluogo, da Secodigliano e da Melito di Napoli, che sono state bloccate e “rimpatriate”, ad opera dei Carabinieri, in varie cittadine dalla provincia “pentra”.

Parliamo, ovviamente, della terna dei tre lestofanti di Melito di Napoli, che, di età compresa tra 30 e i 40 anni, si aggiravano, in maniera del tutto sospetta, nelle immediate vicinanze di abitazioni private, insistenti alla periferia di Agnone(Isernia), di un’altra terna di poco di buono, che, di età oscillante tra i 27 e i 38 anni e pregiudicati, come i primi, per reati contro il patrimonio, sono stasi scoperti a gironzolare, senza motivo alcuno, mentre progettano presumibili azioni, di criminale “ripulisti”, ai danni di ignari abitanti di quartieri periferici di Castelpetroso, e di un 39enne e del suo complice 34enne, che, rumeni, con domicilio nel famigerato quartiere napoletano di Forcella, sono stati ‘beccati’ nelle adiacenze di alcuni centri commerciali del centro di Isernia.

Tutti, condotti in Caserma per gli accertamenti di prassi, non hanno fornito alcun motivo valido circa le ragioni della loro presenza nei luoghi in cui sono stati fermati.

Ecco giustificati gli otto provvedimenti di via obbligatoria dai tre territori comunali stessi, con divieto assoluto di tornavi prima dei tre anni previsti dalla legge vigente in materia.