AGM Servizi Sanitari 582×215

La DAD è discriminatoria e favorisce l’abbandono scolastico. La posizione dell’USB Campania

Comunicato stampa della Federazione Regionale USB CAMPANIA

Apprendiamo da una pubblicazione de “il Desk” quotidiano on line, a firma del suo direttore che: “L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca di chiudere le scuole in Campania sarebbe stata concordata con i sindacati confederali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Ugl, sindacati di base, associazioni di studenti universitari vicini alla Cgil, i titolari di alcune scuole private, associazioni di presidi”.

Non ci stupirebbe se i confederali e le rispettive categorie avessero contrattato con De Luca la chiusura, così come contrattano e firmano ai tavoli nazionali ormai qualunque cosa pure se al massimo ribasso per i lavoratori.

Anche la scuola, infatti, è stata attraversata dalla lunga stagione della concertazione.

Come USB non conosciamo la fonte e la fondatezza dell’ informazione riportata, né con quali sindacati di base De Luca avrebbe concordato la chiusura delle scuole. Sappiamo, invece, per certo, che la notizia non può riguardare in alcun modo la nostra Organizzazione, non avendo partecipato a nessun incontro a riguardo.

Con coerenza e linearità riteniamo giusto sostenere le motivazioni di quanti il 16 e il 17 scorso hanno fatto sentire forte la loro protesta sotto la sede del governo regionale.

Per questo eravamo con loro in piazza a ribadire la nostra contrarietà alla DAD, giudicandola un dispositivo lontano dai bisogni educativi pedagogici e didattici degli alunni di tutte le età, dall’infanzia fino alla secondaria di II grado, fortemente classista e discriminatorio, che accentua la disparità sociale e che lede fortemente soprattutto quei bambini e quei ragazzi le cui famiglie vivono una condizione di disagio e di esclusione, spesso senza reddito o con una economia precaria, in condizioni di sfruttamento e di mancanza di tutele e di sostegno.

Ancor più drammatici i suoi effetti al Sud Italia, in regioni come la Campania in cui la dispersione e l’abbandono scolastico assumono proporzioni inquietanti già prima dell’arrivo della pandemia.

Le soluzioni che avremmo indicato al Presidente della Regione, qualora ci avesse convocato al tavolo di confronto, sarebbero state dunque ben altre, le stesse che portiamo avanti nelle lotte da sempre: investire nella sanità, nei trasporti e in tutti i servizi pubblici essenziali.