CASERTA – Il 23 maggio è la Notte Europea dei Musei, la grande festa della cultura che ogni anno trasforma i luoghi dell’arte in spazi di scoperta accessibili a tutti. E quest’anno la Reggia di Caserta ha deciso di celebrarla in grande stile, trasformando l’intera giornata in un’esperienza straordinaria che va ben oltre la sola apertura serale.
A partire dalle 19.30, il complesso vanvitelliano aderisce all’iniziativa continentale con il biglietto simbolico di un euro — acquistabile sulla piattaforma TicketOne senza costi di prevendita aggiuntivi, oppure direttamente presso la biglietteria di piazza Carlo di Borbone fino a esaurimento. Gli Appartamenti reali restano visitabili fino alle 23.15, con ultimo ingresso alle 22.
Ma sarebbe un peccato presentarsi solo al tramonto. Perché la giornata del 23 maggio alla Reggia è pensata come un percorso lungo, stratificato, capace di restituire al pubblico pezzi di storia e di bellezza che erano rimasti nascosti per anni, in alcuni casi per decenni.
La Ninfa torna al suo posto dopo trent’anni
Il pomeriggio si apre alle 16 con un momento di raro valore simbolico: la Ninfa delle Acque, lastra marmorea custodita per decenni nei depositi del palazzo, torna finalmente nel Bosco Vecchio del Parco reale, nel luogo a cui appartiene. L’opera raffigura una donna distesa, ninfa custode della fonte, e reca scolpita una suggestiva iscrizione latina datata 1496 — tre secoli prima che Vanvitelli posasse la prima pietra della Reggia. Il testo recita: “Io sono la ninfa custode della fonte di questo luogo sacro. Dormo mentre ascolto il dolce mormorio dell’acqua. Tu, che tocchi la cavità della fonte, non svegliarmi, sia che tu beva o che lavi.” Il restauro è stato condotto dallo staff dell’Istituto, e il riposizionamento è avvenuto grazie al contributo dell’associazione Amici della Reggia.
I depositi aperti: il dietro le quinte dell’arte
Dalle 17.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30) si apre per la prima volta al pubblico il deposito dei dipinti e delle cornici nel Primo cortile. Sono 526 opere conservate in questi spazi di solito invisibili ai visitatori: 291 dipinti, 42 specchiere, 193 cornici dorate. Molte sono inedite. Accompagnati dallo staff del Museo, i visitatori potranno accedere a piccoli gruppi — senza prenotazione, secondo ordine di arrivo — a un luogo che racconta il paziente lavoro quotidiano di tutela e cura del patrimonio. L’ingresso è incluso nel biglietto ordinario.
Le Sale Farnesiane riaprono con un capolavoro restaurato
Alle 20 è il momento più atteso della serata: la riapertura delle Sale Farnesiane, oggetto di un nuovo progetto di allestimento con interventi alle pareti e ai pavimenti. L’occasione è la conclusione del restauro del grande olio su tela La partenza di Elisabetta Farnese da Parma dopo le nozze, opera di Ilario Giacinto Mercanti detto lo Spolverini. Il restauro, eseguito dall’Impresa Magistri, è stato sostenuto da Eagle Pictures, la società che lo scorso anno aveva scelto la Reggia come set cinematografico. Il dipinto torna così nella sua collocazione originaria, dopo che i visitatori avevano potuto seguire i lavori a cantiere aperto durante la recente mostra dedicata alle regine.
Sempre alle 20, nella Sala degli incontri d’arte, prende vita la conversazione “Elisabetta Farnese, matrona d’Europa”, con la partecipazione del professor Giulio Sodano, docente di Storia moderna all’Università Luigi Vanvitelli.
Musica, danza e corte borbonica
Dalle 20.30 alle 22, nella Sala di Alessandro e nella Sala delle Guardie del Corpo, le atmosfere del Settecento si animano grazie alle performance curate da Progetto Sonora e ARB Dance. Il Sonora Wind Trio — flauto, clarinetto e fagotto — eseguirà musiche d’epoca che dialogheranno con le azioni coreutiche site-specific di Annamaria Di Maio, in un percorso multisensoriale tra suono, movimento e architettura.
Il Teatro di Corte in apertura straordinaria
La serata si chiude con un’altra apertura eccezionale: il Teatro di Corte, uno degli spazi più delicati e affascinanti dell’intero complesso, sarà accessibile dalle 19.30 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.45), con visite per gruppi di 40 persone secondo ordine di arrivo.
Una giornata intera, dunque, in cui la Reggia di Caserta non si limita ad aprire le porte, ma sceglie di raccontarsi in profondità — restituendo memorie, svelando depositi, riportando alla luce capolavori. Un appuntamento da non perdere.