L’oscar del tessile, il GOLD ETA AWARD 2026 per la TESSITURA, lo conquista l’Irpina Jessica Tartaglia.

Un riconoscimento meritatissimo per il marchio di moda irpino JESA.

Per BelvedereNews abbiamo intervistato Jessica Tartaglia di JESA. Nella discussione è emersa la dedizione, la passione e l’impegno della stilista irpina nonchè la capacità di mettere in gioco la sua straordinaria potenzialità artigianale con il suo contributo artistico nei processi di innovazione del settore.

1) Parlaci un po’ di Jessica Tartaglia.

Da sempre curiosa del mondo, vivo con un desiderio irrefrenabile di scoprire ed imparare nuove lingue, culture, modi di fare e vivere. Tutto ciò che è lontano e diverso da me e che proprio per questo è motivo di crescita personale, spirituale ed artistica. Ho trascorso metà della mia vita a dedicarmi a studi linguistici culminato con il conseguimento della laurea in Mediazione Linguistica e Culturale all’Orientale di Napoli, mi sarebbe piaciuto diventare interprete o guida turistica. Allo stesso modo sono sempre stata affascinata dal mondo dell’arte e dell’artigianato in tutte le sue forme, decidendo poi di intraprendere questo come percorso di vita per dar modo alla mia creatività di fluire ed esprimersi.

2) Come nasce il tuo rapporto con la tessitura?

Sono nata e cresciuta in una famiglia di artigiane tra ricami, lavori a maglia e la tessitura a mano realizzata dalle mani sapienti di zia Sandra. A cinque anni con la guida di zia ho tessuto il mio primo arazzo su un piccolo telaio. Ho trascorso la mia infanzia nella sua bottega, ammiravo la sua maestria, la cura e la passione con la quale sceglieva e toccava le materie prime, i gesti lenti che ripeteva a telaio e le sue creazioni così straordinarie da lasciarti a bocca aperta. Alcune fasi del processo creativo di un tessuto richiedono il supporto di un’altra persona, quindi quando potevo le davo una mano, questo mi ha permesso di conoscere a fondo quest’arte e di innamorarmene.

3) Come nasce il tuo Brand?

JESA nasce dalla consapevolezza che la mia passione per la tessitura e la moda potessero diventare anche la mia professione. Quest’anno compie 10 anni dalla sua nascita. Quando zia Sandra è venuta a mancare ho sentito il bisogno di imparare ad usare il suo telaio a pedali, così ho deciso di affiancare ai miei studi universitari un corso di tessitura per apprenderne le tecniche fondamentali. Da quel momento in poi mi sono dedicata allo studio e alla pratica della tessitura da autodidatta. Ho iniziato a creare accessori di moda, quali sciarpe, scialli e borse. Così ho deciso di creare un vero e proprio brand di moda artigianale e sostenibile, realizzando capi d’abbigliamento, ma anche complementi d’arredo, con fibre tessili naturali made in Italy tessute su un telaio manuale a pedali. Invece, il nome JESA nasce tantissimi anni prima, ideato da zia Sandra, perché insieme avevamo immaginato di creare un giorno un marchio di moda. L’ho trovato scritto su dei figurini di moda che avevo disegnato da piccola ed è la fusione delle iniziali dei nostri nomi.

4) Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le tue creazioni?

Riportare in vita un mestiere antico ormai quasi del tutto dimenticato, almeno in questa parte di mondo, tessere a mano, creare capi sostenibili e duraturi salvaguardando l’ambiente, operare in maniera etica e trasparente, coltivare determinati valori significa prendere una posizione ben definita su che tipo di sistema produttivo alimentare in questa società sempre più industriale, tecnologica e consumista. Quindi chi decide di indossare le mie creazioni sta di fatto decidendo come vivere dentro questo sistema generando un cambiamento positivo dello stesso.

5) Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?

Questo per me è un momento di sperimentazione di nuove tecniche di tessitura e fibre tessili, vorrei creare collezioni totalmente diverse da quelle realizzate finora e sicuramente sempre più elaborate e particolari. Poi continuare a dedicarmi ai laboratori di tessitura per trasmettere quest’arte meravigliosa e in via d’estinzione.

6) Quale è il tuo legame con l’Irpinia?

Ho trascorso gran parte della mia vita qui e ho sempre subito il fascino della sua storia, arte e dei paesaggi incantevoli. Fili invisibili e delicati ci legano al posto in cui nasciamo, ma diventano forti quando ci avvicinano alle persone che amiamo, anche se non ci sono più.

Grazie Jessica.

Grazie a Voi.