Dopo 3 anni la piastrina di un soldato torna a casa: restituita a Latina alla figlia 92enne. Una piastrina di riconoscimento. Un nome inciso. E una storia lunga 80 anni che, grazie alla tenacia dei ricercatori dell’associazione Italian Dog Tag, è tornata a chiudere il cerchio. L’associazione, rappresentata da Maurizio De Angelis, si occupa proprio della restituzione dei piastrini ritrovati ai familiari dei soldati. Il ritrovamento è avvenuto durante un’escursione ai piedi del monte del Santuario di San Michele a Maddaloni, lo stesso luogo dove durante la Seconda Guerra Mondiale stazionava il reggimento di quel soldato. A trovare la piastrina furono Renato Venezia e Dorina del Vecchio. Da lì è partita una ricerca durata anni, portata avanti proprio da Italian Dog Tag. Durante il conflitto Maddaloni fu un importante centro strategico e logistico. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 la città subì l’occupazione tedesca e divenne anche sede di un campo di concentramento per civili rastrellati.

Tra il 23 e il 28 settembre ci furono duri scontri nei pressi dell’acquedotto vanvitelliano ai Ponti della Valle. Sempre nel settembre 1943, con l’arrivo degli americani alla stazione ferroviaria, a Maddaloni venne trasferito anche l’Ospedale Militare Italiano. Fu in quel contesto che prestava servizio Ferrari Giovanni Alfonso, classe 1902, nato a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. Dal suo matricolare si legge che nel 1935 era in forza alla 112ª Legione M.V.S.N., nel 1936 passò al 412º Battaglione Autonomo http://CC.NN. “Littoria” e nello stesso anno sbarcò a Massaua. Il primo passo è stato contattare Casalgrande. Nessun cartellino individuale, solo la notizia del matrimonio a Campogalliano nel 1934 con Reggiani Bruna, classe 1915. Dal Comune di Campogalliano è arrivata subito la conferma: nel 1935 la coppia emigrò a Littoria, l’attuale Latina. Unica altra annotazione: la moglie Bruna è deceduta a Sabaudia nel 2006, pur mantenendo la residenza a Latina. A Latina la ricerca si è arenata. Poi il tam tam sui gruppi Facebook della città. Silenzio. Anni di pause e ripartenze, sempre fermi a un passo dalla soluzione. Fino a poco tempo fa. Facebook ha segnalato una risposta a un vecchio post sulla piastrina. A scrivere è Michela de Santis. Cercava di capire il motivo di quella richiesta. E lì è arrivata la svolta: Michela è la figlia di Luciana Ferrari. Luciana, oggi 92enne e residente a Latina, fu accolta a 2 anni da Alfonso e Bruna, che non avevano figli e la crebbero come fosse figlia loro. Ricerca conclusa. Si organizza la spedizione e oggi arriva la foto più attesa: Luciana, 92 anni, con in mano la piastrina di quello che per lei è sempre stato “papà”. “Ringrazio Renato Venezia e Dorina del Vecchio per avermi fatto partecipare a questo ritrovamento, e Michela de Santis per avermi contattato e per avermi inviato la foto della mamma con la piastrina finalmente tornata a casa” racconta chi ha seguito la ricerca. Una piccola targhetta di metallo ritrovata su un sentiero di Maddaloni ha così riattraversato l’Italia, da Reggio Emilia a Latina passando per l’Africa Orientale, per restituire una memoria familiare. Perché certe storie, anche se bloccate per anni “a un passo dalla soluzione”, trovano sempre la forza di arrivare a destinazione.