“La Rotonda” vanvitelliana raccontata da Dora Barletta

Nell'ultimo libro di Dora Barletta la storia di Terra di Lavoro raccontata in un'invettiva

Proviene da un’antica famiglia maddalonese, è docente di latino e greco ed è l’Autrice di diversi saggi. La prof. Dora Barletta, così nota a tutti, ha lanciato il suo ultimo libro “La Rotonda. Ti racconto“, un’opera storica che racconta la bellezza di una Cappella vanvitelliana ormai dimenticata.

Il testo si sviluppa su più contesti e vede l’autrice confrontarsi con le realtà storiche e paesistiche in cui affondano, nel territorio, le proprie radici. Si tratta, in vero, di un invettiva contro i guasti del tempo. Gli stessi guasti che compromettono le testimonianze di quella storia che costituisce l’identità e lo spirito di un luogo identitario per i suoi abitanti.
Nel libro della Prof. Barletta la Chiesa di S. Filomena, la Rotonda di Carlo Vanvitelli oggi sono custodi della memoria dei caduti dell’Aeronautica insieme alla decadente Chiesa di Sant’Elena. I tre monumenti assurgono a simbolo di un declino da contrastare, segno di un tempo che non è in grado di riconoscere il valore della memoria.

Nell’ultimo appuntamento con l’autrice, “La Rotonda” è stato raccontato anche da Simona Crasto in “un’interpretazione coinvolgente”, come l’ha descritta il pubblico della Biblioteca comunale “A. Ruggiero” di Caserta.
A quanto pare, inoltre, per continuare a soddisfare il pubblico di Dora, la casa editrice dovrà necessaria lanciare una ristampa del testo. Ciò è sicuramente un sintomo che Terra di Lavoro vuole essere ancora sensibilizzata, scoperta e riscoperta. L’amore che l’autrice per questa terra lo si dimostra nella lotta per un obbiettivo che non è sempre condiviso da tutti, come fa la stessa autrice.
Contro le mode, come scrive Dora, deve esserci il senso del combattere per un qualcosa in cui si crede, andando oltre il servile encomio di chi non crede veramente e annuisce per mera convenienza.

Insomma, per Dora il cambiamento potrà iniziare soltanto partendo dalla nostra terra martoriata, dalla dimenticanza delle autorità, dal patrimonio artistico e culturale di cui trasuda Terra di Lavoro, dall’indifferenza dei cittadini.