La tricopigmentazione come rimedio alla calvizie androgenetica

L’alopecia androgenetica, comunemente detta calvizie, è il termine scientifico con cui si indica la “caduta dei capelli”. È la tipologia di calvizie più comune e interessa circa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita.

Nell’uomo si manifesta con un graduale arretramento della linea frontale, partendo dalle tempie, e con un diradamento concentrato nella zona del vertex, la cosidetta chierica, il vertice dello scalpo. Nella donna invece si manifesta con un diradamento diffuso su tutta la testa, senza recessione dell’attaccatura.

Sebbene i meccanismi di funzionamento dell’alopecia androgenetica non siano del tutto chiari, oggi si ritiene che la causa principale sia dovuta ad una ipersensibilità dei follicoli piliferi verso l’attività della 5 alfa-reduttasi di tipo II, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone(DHT).

La sensibilità, più o meno grave, a questo metabolita del testosterone, provoca un graduale assottigliamento del capello, il quale tende ad assottigliarsi sempre più, fino a scomparire.

Per classificare la calvizie esistono varie scale.  Il dottor O’Tar Norwood nel 1975 integrò il lavoro risalente al 1951 del dottor James B. Hamilton e creò una prima tabella di valutazione per la Calvizie Maschile nota appunto come Scala di Hamilton che prevedeva solo 5 stadi ed era piuttosto approssimativa.

Un ulteriore miglioramento alla scala di Norwood-Hamilton è quello realizzato dal dottor Ludwig che ha proposto una classificazione più completa che prevede anche le tipologie di calvizie con pattern femminile.

Fonte: calviziehelp.it

Psicologia della calvizie

Sebbene la perdita di capelli sia un problema che riguarda milioni di uomini e donne di tutte le età, difficilmente si tende ad accettare serenamente la perdita di capelli. Nonostante non manchino esempi di attori e persone famose calve, l’affrontare la perdita di capelli può avere dei risvolti pesanti sulla propria autostima e sulla fiducia in se stessi.

Soprattutto i più giovani tendono a vivere periodi di angoscia e difficoltà a relazionarsi con gli altri. In alcuni casi i problemi di capelli possono portare alla depressione, apatia, tendenza ad isolarsi dalla società.

Quali rimedi esistono?

I rimedi per la calvizie sono pochi e non sempre efficaci:

  • Di natura farmacologica (devono essere prescritti da un medico dermatologo):
    • Minoxidil.
    • Finasteride.
  • Autotrapianto (soluzione chirurgica)
  • Tecniche alternative di infoltimento (le cosiddette protesi)
  • Tricopigmentazione (nuova tecnica)

In questa sede non affronteremo discorsi sull’uso di farmaci, che vanno rigorosamente prescritti da un medico a seguito di una diagnosi di alopecia androgenetica, e nemmeno di protesi che servono per mascherare la calvizie.

Il cosiddetto autotrapianto, ossia l’operazione chirurgica di riposizionamento dei bulbi piliferi dalla sede non soggetta a calvizie (la nuca) e successivo impianto nelle sedi diradate, merita un discorso approfondito, per tutte le implicazioni che compporta affrontare un’operazione chirurgica, oltre al costo notevole, che non è possibile affrontare in questa sede.

La tricopigmentazione

La tricopigmentazione è una tecnica abbastanza recente che sta riscuotendo enorme successo su moltissimi pazienti in virtù della sua sicurezza, rapidità e reversibilità.
Non è altro che una micropigmentazione sul cuoio capelluto, denominata appunto tricopigmentazione ottenuta tramite macchinari e colori (pigmenti) semipermanenti realizzati specificamente.

In pratica attraverso degli strumenti appositamente studiati si va ad inserire un pigmento bioassorbibile andando a simulare nel cuoio capelluto la presenza di capelli (ottenendo un effetto rasato) e consentendo una copertura in zone soggette a calvizie androgenetica o altri tipi di alopecia.

I non addetti del settore potrebbero confondere la tricopigmentazione con un tatuaggio poiché si utilizzano attrezzature in apparenza molto simili con cui si deposita nella cute il pigmento colorato. Ma bisogna sottolineare che i pigmenti usati differiscono da quelli usati dai tatuatori, sono bioassorbibili, ed inoltre vengono usati aghi differenti.

Il nuovo metodo Skalp prevede una tricopigmentazione permanente adatta a tutti i tipi di caduta di capelli, a tutte le età, colori e tipi di pelle.

La tricopigmentazione può essere usata per ottenere un effetto rasato, per coprire cicatrici, per ottenere un effetto densità.