Le foto all’interno. L’altra storia del castello di Maddaloni

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del comitato “Il castello di Maddaloni ai maddalonesi”

CASTELLO di Maddaloni: Latifondisti, guerre,calamità naturali,imprenditori e affaristi!!!

Parliamo del complesso Castello-Torri del Comune di Maddaloni. Nel Medioevo questo complesso fu occupato o conquistato, di certo non comprato, da nobili locali; da allora si sono succedute guerre e calamità naturali che hanno ridotto male questo complesso. Negli anni, diversi sono stati ad ereditare questo complesso, gli ultimi in ordine temporale sono le sorelle De Sivo ed oggi il dottor. D’Alessio. Questo bene, nel tempo, senza alcuna manutenzione, totalmente abbandonato a sé stesso,  diventa improduttivo ed  anti -economico, oltre che pericoloso per la pubblica incolumità.

Ci vorrebbero milioni di euro per salvare il salvabile, ma un privato cittadino non può farsi carico di questa messa in sicurezza, un ente pubblico ha altro per la testa ed allora si prova a rendere fruttifera questa proprietà.

Viene aperta una cava calcarea, si sfrutta il suolo e la montagna fin dove non si sarebbe mai potuti arrivare con le attuali leggi e si lascia una ferita nel territorio che oggi è ben visibile dall’accesso alla proprietà in via Maddalena, alle spalle della Basilica minore del Corpus Domini.

Quell’ iniziativa ebbe fine ma fu illuminante. Infatti da quel momento si inizia a vendere milioni di metri quadri e cubi alle aziende estrattrici confinanti, regolarmente autorizzate allo sfruttamento, fino agli inizi degli anni 1990.

Tutto ha una fine, la proprietà da vendere per lo sfruttamento è finita e e anche le cave calcaree confinanti chiudono. Il business sembra finito ma così non è.

Si inizia una guerra agli Enti che hanno autorizzato le attività estrattive e alle stesse attività estrattive. Si punta al risarcimento,  con  battaglie legali legittime o pretestuose che siano, ma questo saranno i tribunali a stabilirlo.

Nei fatti costituiscono un’ arma di difesa della proprietà rispetto agli Enti che negli anni hanno vanamente chiesto la messa in sicurezza dei luoghi per il pericolo che costituiscono per la pubblica incolumità. Mettere in sicurezza significherebbe occultare le prove di eventuali colpe. S

Se veramente si ama questa città, si faccia in modo che questo complesso monumentale diventi pubblico. Fino ad ora  per il castello e per le torri  nulla è stato speso e dal quale tanto si è guadagnato.