L’ira degli abitanti di Casolla isolati da Caserta per l’interruzione di Via Ruta. Come mai il Commissario non emette il dispositivo per l’esecuzione dei lavori?

Sono giusto quindici giorni che l’importante frazione di Casolla sta vivendo problemi col capoluogo a causa dell’interruzione di una parte di via Ruta. Il tratto interessato è compreso tra via D’Orso e via Talamonti, il che significa che via Ruta si può percorrere solo per la restante parte, costringendo gli abitanti di Casolla ad usufruire solo di via Memma, cioè la via che costeggia il cimitero e che scorre perpendicolare tra via Talamonti e via De Renzis. Ovviamente il disagio è anche per i turisti che si recano a Casertavecchia e che amano passare per la frazione pedecollinare.
L’interruzione è dovuta alla fuoriuscita di acqua fognaria dal pozzetto nonché avvallamenti vari della carreggiata prodotti dalla rottura della fogna. Questo è quanto ha indotto il dirigente del settore del comune di Caserta ad emettere l’ordinanza ordinanza n. 230 del 22 settembre. Nella stessa ordinanza si individua anche la ditta AVR di Roma ad apporre segnaletica di preavviso, divieto di transito, indicazione, deviazione e cantieristica diurna e notturna. Gli effetti dell’ordinanza sono stati immediati e sono stabiliti fino alla fine dei lavori.
E qui sorge il problema. E’ mai possibile che in quindici giorni l’amministrazione comunale, alla cui guida è il commissario prefettizio Grazia Nicolò, il che significa un organo più duttile nell’espletamento delle varie incombenze operativo-amministrative, tarda nell’emettere il dispositivo amministrativo affinché vengano eseguiti i lavori e ripristinata la viabilità? E’ da ricordare come via Ruta è interessata ad un notevole carico di traffico nei giorni di mercoledì e sabato, giorni in cui si tiene la fiera settimanale, che richiama consumatori anche da comuni di altre province, e durante la domenica mattina, allorquando, sempre nell’area mercatale, c’è un concentramento di cittadini dei paesi dell’Est per ricevere o farsi consegnare pacchi.
Insomma, si può ben dire che quindici giorni finora sono trascorsi inutilmente. A questo punto non è nemmeno ipotizzabile quanti altri ne trascorreranno.