L’ordinamento giuridico nell’eredità storica dei Borbone

Negli storici edifici dell'Archivio di Stato di Napoli, sarà presentato il volume dal titolo “L’ORDINAMENTO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE TRA STORIA E DIRITTO. LA GRAN CORTE DEI CONTI” di Eugenio F. Schlitzer.

Sarà presentato, giovedì 1 Marzo 2024, ore 15,00, negli storici edifici dell’Archivio di Stato di Napoli, in Piazzetta Grande Archivio n. 5, il volume dal titolo “L’ORDINAMENTO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE TRA STORIA E DIRITTO. LA GRAN CORTE DEI CONTI” di Eugenio F. Schlitzer.

Il testo vuole essere un focus intorno al Codice de lo Regno delle Due Sicilie, voluto da Ferdinando I di Borbone, che normava l’ordinamento giuridico borbonico, dopo il periodo murattiano, all’atto della Restaurazione dei Borbone sul trono del Regno delle Due Sicilie. L’attenzione è centrata particolarmente sulla Gran Corte dei conti che fu sia giudice, non solo esclusivamente contabile, sia organo di controllo e di gestione. Il Codice per lo Regno delle Due Sicilie fu il frutto dei lavori delle prestigiose commissioni nominate da Ferdinando I, il 2 agosto del 1815, composte da giuristi di formazione illuministica tra i quali spiccavano Niccola Nicolini e Francesco Magliano, per questo ebbe spunti di grande modernità, che influenzarono gran parte dei codici giuridici preunitari.

Il tutto viene contestualizzato nell’ambito storico dell’epoca che fu del Regno delle Due Sicilie, dove emersero eccellenze culturali, economiche e sociali, eredità di una civiltà che aveva i suoi confini in  una nazione nata nel 1130. Le ultime analisi storiche hanno evidenziato come il processo unitario italiano ebbe una matrice d’oltralpe che vide protagoniste Francia e Inghilterra, allo scopo di eliminare un loro pericoloso competitor nel Mediterraneo dal punto di vista economico. Tutto questo comportò l’inserimento nella gestione dei fatti unitari del Regno di Sardegna, indebitato economicamente ma disposto a mettere mano alle armi, sia pure per via indiretta, tramite colui che fu denominato l’eroe dei due mondi. La propaganda risorgimentale che vuole Vittorio Emanuele II come “padre della patria”, oggi è smascherata; infatti, questo monarca una volta costituitosi lo stato unitario perpetuò la numerazione sabauda così rimarcando il carattere di estensione del dominio della Casa Savoia, piuttosto che la nascita di un nuovo Regno. A riprova di queste considerazioni c’è il dato storico dell’appropriazione, da parte del governo sabaudo, delle risorse finanziarie del Regno delle Due Sicilie, tanto a Palermo quanto a Napoli, con il correlato impoverimento delle classi abbienti meridionali e la conseguente impossibilità di continuare a sostenere le loro, pur fiorenti, attività imprenditoriali e commerciali.

L’autore

Eugenio Francesco Schlitzer, nato a Napoli il 13 ottobre 1947, risiede a Roma. Avvocato, docente universitario, è stato dal 1982 magistrato della Corte dei Conti, ricoprendovi tutte le diverse funzioni. Ha concluso il servizio, per un biennio, come Procuratore Generale aggiunto. Collocato a riposo dal 1° gennaio 2018, è stato nominato, ad honorem, Presidente della Corte. È stato eletto dai colleghi per tre volte al Consiglio di presidenza e, più volte, Segretario nell’Associazione Magistrati contabili. È stato anche Presidente dei Collegi dei Revisori dell’Università Parthenope, della Giustizia Tributaria e del “Teatro Regio” di Torino. Dal 2000 al 2013, professore a contratto di Contabilità di Stato presso le Università del Salento, prima, e di Torino, poi.