Luca Rossi il 15 febbraio presso la Nuova sede dell’Accademia Toscanini nell’area S. Gobain

Luca Rossi presentazione dello stage di tammorra all'Accademia Toscanini dalle ore 18. Una serata all'insegna della tammorra e della buona musica.

CASERTA – L’Accademia Toscanini, famosa scuola di musica che ha lasciato per quanti non lo sapessero la sede storica di San NIcola la Strada, per trasferirsi in via Lamberti al confine tra Caserta e San Nicola la Strada, nella zona Saint Gobain, a fianco il Golden Tulip Hotel, sotto la Direzione Provinciale del Lavoro.

L’Accademia Toscanini con i suoi corsi nelle varie discipline e nei vari stili musicali dal rock al blues al jazz, con insegnanti preparati e qualificati che danno la possibilità agli allievi di imparare a suonare strumenti quali la chitarra il basso la batteria, nonchè corsi di canto ecc. con lo storico direttore Franco Damiano a fare da supervisore e a portare avanti un’attivita molto conosciuta a San Nicola con numerosi iscritti ma anche tante iniziative volte ad aggregare come le serate organizzate in passato al Checkmate per far esibire sia i maestri che i propri allievi, senza dimenticare il prezioso aiuto della moglie del direttore, ossia Anna Maria Riello nell’organizzazione dei corsi e nella gestione di un’ attività non sempre facile quale può essere la conduzione di un’ accademia musicale.

Ma veniamo alla serata del prossimo 15 febbraio dicevamo, alle ore 18,00 per la precisione, Luca Rossi presenta il suo stage, un artista di fama internazionale considerato un genio nella sua ‘disciplina’, un professionista a tutto tondo, considerato tra i più rappresentativi esponenti della tammorra napoletana addirittura il migliore per gran parte della critica.

Ha effettuato collaborazioni, partecipazioni e registrazioni con molti esponenti della scena musicale popolare italiana e della musica etnica internazionale tra cui Teresa de Sio, Marcello Colasurdo, Enzo Avitabile, Orchestra Popolare Campana e Eugenio Bennato, NCCP e Tullio de Piscopo, Benham Samani (Iran), Kelvin Sholar (Stati Uniti), Tambours du Mediterraneè (Francia- Tunisia) e con produzioni e compagnie di teatro danza e spettacoli televisivi. Parecchi anche i riconoscimenti ottenuti, ricordiamo tra gli altri quelli ottenuti nel 2006, la vittoria del premio Terre Motus, concorso per la musica etnica italiana emergente. Anche scrittore, autore del libro “Il Raccontaio” edito e distribuito da Editrice Zona.

Il libro diviene uno spettacolo teatrale che conta numerose repliche in tutta Italia. Nel 2009 riceve il premio letterario “Sergio Manetti” per la poesia performativa presso l’Accademia dell’Arte di Arezzo. Nel 2010 sempre con Editrice Zona pubblica il “Il Ritorno del Raccontaio”. Ha insegnato in Italia in diverse accademie musicali, e tiene regolarmente workshop e stage sui tamburi a cornice in speciali meeting europei. Nel 2011 scrive il metodo didattico “Tammorra – Italian frame drums” distribuito in Italia e all’estero.

È endorser per il marchio “Arte della Tammorra”. Partecipa a diversi festival di musica etnica nazionali ed internazionali: Festival Decouvertèes Tunisie (El Jem Tunisia), Festival Internacional de la musica etnica de Chiclana (Spagna), Festival di Patras (Grecia), Festival del Mediterraneo (Italia), Dance More (Lithuania), Europe Day Concert (Armenia), Festival della cultura italiana a Sofia (Bulgaria). 

Nel 2014 incide il suo primo album solista “Pulecenella Love”.  Nello stesso anno il disco viene candidato dal Premio Tenco come miglior album in dialetto. Nel 2016 l’album è nuovamente candidato al premio nazionale per la musica di tradizione città di Loano. Nel 2017 incide il suo secondo album “Greetings from Fireland” continuando una intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

Le sue esibizioni ed i suoi concerti hanno sempre registrato un gran numero di presenti, un pubblico entusiasta nell’ascoltare il suo tamburo.

Per i profani, spieghiamo in poche parole cosa è la tammorra, genere abbastanza conosciuto e molto amato a Napoli in provincia e non solo apprezzato in tutta Italia grazie ad esponenti di livello tra i quali figura certamente Luca Rossi che è stato impegnato in tournée e daltri stage in Francia, Armenia esportando un genere musicale tipicamente nostrano che però ha trovato tanti fans sparsi in giro per l’Europa dimostrando ancora una volta se ce ne fosse bisogno che la nostra terra non è soltanto quel luogo che viene spesso etichettato come territorio di malaffare, ma offre anche delle eccellenze non solo culinarie (facile pensare alla pizza, alla mozzarella ecc.) ma anche musicali che hanno fatto proseliti.

La tammorra è dunque uno strumento musicale a percussione un tamburo a cornice costituito da una membrana di pelle d’animale (quasi sempre capra o pecora) tesa su telaio circolare di legno, in genere quello dei setacci per la farina, al quale sono fissati, a coppie, dischetti di latta detti cicere oppure cimbale ricavati dai barattoli usati per le conserve. Il suo diametro è in genere compreso tra i 35 e i 65 centimetri.

Il telaio sopra il quale è stesa la pelle viene generalmente impugnato dal basso dalla mano sinistra, mentre la destra la percuote ritmicamente; il modo di impugnare la tammorra è importante anche da un punto di vista rituale, accade, infatti, che quando lo strumento è impugnato con la mano sinistra e percosso con la destra si dice che viene suonato nella maniera maschile.

All’opposto, invece, si dice che viene suonato nella maniera femminile e ciò perché il lato destro è identificato nelle antiche culture con l’idea dell’uomo, mentre il lato sinistro con l’idea della donna. L’inversione dell’impugnatura dello strumento indica un rovesciamento dei segni del rituale. Dallo strumento deriva il nome di tammurriata o anche di canzone ncopp ‘o tamburo, una forma musicale ed un ballo strettamente legati ai riti mariani della zona dell’Agro Nocerino

La tammorra non va confusa con il tamburello napoletano più piccolo. Oggi, tamburelli e tammorre sono costruiti da artigiani specializzati, localizzati soprattutto in  Campania nelle zone di Gragnano, S. Maria Capua Vetere, Scafati, San Giuseppe Vesuviano, ma è una disciplina che preso piede anche in altre Regioni tra i quali la Puglia, la Calabria. Si ricordano valenti costruttori/suonatori che si possono incontrare nei vari appuntamenti di musica popolare.

La tammorra dunque o tammurriata che dir si voglia è una danza tipicamente nostrana campana e fino a pochi decenni fa designava solo un repertorio canoro-strumentale, mentre attualmente rappresenta una complessa famiglia di balli sul tamburo (chiamata dai diretti esecutori anche semplicemente “ballo”).

Viene eseguita in una vasta zona che va dalla basso Volturno in tutta la provincia Casertana, nell’area circumvesuviana come gia’ accennato sino ad arrivare anche al Nolano,, il famoso ballo popolare arcaico è conosciuto anche lungo il litorale domizio e nell’area Giuglianese.

A tutti coloro che interverranno sarà offerto un brindisi per trascorrere una serata in allegria sia per gli appassionati ma anche semplicemente per color che vogliono trascorrere una giornata diversa all’insegna della buona musica del sociale e dello stare insieme condividendo dei momenti di gioia e spensieratezza che la musica spesso e volentieri sa offrire con ingresso gratuito con la speranza e l’ambizione di avviare delle nuove leve a questa disciplina che è tra le ‘new entry’ all’interno dell’Accademia musicale.

Appuntamento da non perdere dunque da segnare in agenda il 15 febbraio ore 18.00 presso la nuova sede dell’Accademia Toscanini, alla scoperta della tammorra napoletana.

In basso un concerto del famoso artista a Casagiove.