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MACCHINE DI LUSSO SEQUESTRATE IN TUTTA ITALIA

Sequestratati 58 mezzi a quattro ruote, coinvolti  imprenditori e liberi professionisti che erano residenti in varie provincie ossia 28 province del centro e nord Italia, 120 mila euro di evasione fiscale e sanzioni amministrative per poco meno di 30 mila euro. E’ questo il bilancio dell’ultima fase in ordine di tempo dell’operazione della Guardia di Finanza di Gorizia denominata “Ghost cars”, un’azione che dal 2014 ad oggi ha portato al sequestro di 154 veicoli per un valore complessivo pari a oltre 1 milione e 300 mila euro e all’emersione di un’evasione e multe per circa 600 mila euro. 

I fermati sono in buona parte cittadini extracomunitari (Albania, Serbia, Macedonia, Bosnia Herzegovina, Montenegro, Moldavia, Russia, Ucraina, Cina e Svizzera, questi i paesi di origine ndr) mentre altri risultano essere cittadini europei (come nel caso di sloveni e romeni). Le persone coinvolte risiedono in Friuli Venezia Giulia nelle province di Gorizia, Trieste, Udine; in Veneto sono Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Belluno i territori di residenza degli impreditori, mentre per il Trentino Alto Adige c’è solo Trento. 

In Lombardia i territori coinvolti sono Brescia, Bergamo, Milano, Como, Varese e Pavia. Per il Piemonte le persone coinvolte sono residenti delle province di Torino, Alessandria e Novara. Professionsti coinvolti anche nelle province di La Spezia, Pisa, Ascoli Piceno, Pesaro Urbino, Reggio Emilia, Macerata e Caserta. 

Ci sarebbero trentasette mezzi immatricolati in paesi extra Unione Europea (tra i quali vi sono anche autocarri e furgoni) risultavano essere in palese violazione del Testo Unico delle Leggi Doganali il quale prevede che “i cittadini extracomunitari residenti in Paesi dell’Unione Europea e proprietari di veicoli immatricolati in Paesi non comunitari, devono chiedere l’autorizzazione all’utilizzo del veicolo, prima di farne uso per fini privati nel territorio dell’Unione Europea”. 

Porsche, Range Rover, Audi, Bmw, Mercedes, Volvo, Hyundai e Volkswagen sono alcune tra le marche delle autovetture che venivano utilizzate dai professionisti coinvolti. Ai trasgressori è stato contestato il contrabbando nell’importazione temporanea dei veicoli, con la conseguente confisca dei mezzi importati illegalmente. 

In totale è stata accertata l’evasione dei diritti doganali, tra I.V.A. e dazi, per circa 120 mila euro. Inoltre i soggetti controllati hanno evitato per anni il pagamento del bollo auto e spesso anche i pedaggi autostradali, beneficiando di prezzi vantaggiosi per le coperture assicurative e rendendosi “irreperibili” in caso di violazioni al codice della strada non contestate immediatamente.

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