MONDRAGONE. “Come avevamo preannunciato, abbiamo dato vita ad un’associazione che recupera una parte delle esperienze che hanno promosso la Lista <Mondragone Bene Comune>, che come lista con le scorse elezioni e con il risultato ottenuto ha di fatto concluso il proprio percorso.
L’Associazione Mondragone Bene Comune- AMBC è promossa solo da alcuni degli ex candidati, tra i quali Paolo Palmieri, e da alcuni dei promotori ed animatori di quell’esperienza, tra cui Giovanni Caprio, i quali hanno confermato Gianni Pagliaro quale loro portavoce. L’AMBC continuerà a fare politica, ad assicurare la presenza di una voce libera nell’interesse della città ed a supporto del sindaco che ha contribuito ad eleggere, affinché attui ciò che gli è stato proposto in tutti questi mesi, che ha fatto formalmente suo e che è diventato -per voto popolare- il programma di governo della città.
L’AMBC agirà rispettando alla lettera la volontà popolare, ma anche rispettando tutti coloro che per qualsiasi ragione adotteranno altri comportamenti e avranno diversi posizionamenti, nella convinzione che come canta il Komandante Vasco <… essere libero costa soltanto qualche rimpianto …>.
Nelle prossime settimane la campagna di adesioni, il nuovo logo, il nuovo sito, la nuova organizzazione ed un primo programma di attività per l’autunno. Non avendo altro luogo per confrontarci con coloro che come noi (anche se loro in grande e noi in piccolissimo) hanno portato il sindaco Pacifico alla vittoria al primo turno, né altro modo per discutere delle modalità di attuazione del programma alla base di tale vittoria, l’AMBC deve giocoforza ricorrere ai media. Contribuendo quanto meno, ha ironizzato il portavoce Gianni Pagliaro, ad aumentare il tasso di trasparenza.
Con precise argomentazioni, avevamo dissentito dall’ipotesi di affidare ai consiglieri di maggioranza deleghe da parte del sindaco. Senza minimamente considerare quanto da noi espresso e senza alcun confronto (e poi qualcuno si risente della necessità di argomentare pubblicamente, per altro solo a fin di bene ed in modo propositivo), il sindaco Pacifico, che continua ad avere tutto il nostro appoggio, ha proceduto ad affidare deleghe ai 9 consiglieri di maggioranza.
Per la verità i decreti sindacali non sono privi di oscure e tortuose argomentazioni, a volte al limite del comico, almeno laddove (per fare soltanto 2 esempi) si parla di <delegare la collaborazione>, oppure si scrive <componente di organo dell’organo>. Ma, al di là degli aspetti fumettistici, i decreti sono un altro abuso, un ulteriore colpo alle regole, in questo caso allo Statuto comunale in vigore, assestato con assoluta leggerezza e nell’indifferenza generale.
Chi ha scritto materialmente i decreti ha accolto il nostro suggerimento, ha approfondito almeno un po’ ed ha addirittura riportato il virgolettato del Ministero dell’Interno che avevamo segnalato, ma ha omesso la parte iniziale del parere che fa espresso riferimento alle norme statutarie.
Ebbene, il nostro Statuto all’art. 64, lettera p) prevede, previa informativa al consiglio comunale, soltanto la possibilità di affidare ai consiglieri, anche di minoranza, <incarichi speciali, limitati nel tempo e nell’oggetto> e non già deleghe generiche (spesso, per altro, già di stretta competenza dell’organo consiliare) e addirittura per tutto il mandato del sindaco.
E’ questa solo l’ultima spia in ordine di tempo della grande confusione che regna sotto il <cielo> di Pacifico. Occorre fermarsi (non fermarci …) finché si è in tempo”.