Non est fabula. Divieto di baci emesso il 9 marzo 1562 a Napoli

a cura di Giovanni Raimondo

Non est fabula. Divieto di baci emesso il 9 marzo 1562 a Napoli

I baci sono effusioni  fra  due persone che si amano. Tuttavia  il 9 marzo 1562, a Napoli,  fu emesso il divieto di baci in pubblico. L’operazione in realtà non si sa per quale motivo sia nata. Ci sono due versioni, una è per motivi igienici-sanitari e l’altra per proteggere le donne che subivano abusi sessuali, aggressioni e violenze. La versione più accredita è la seconda che adesso vi racconterò.  La legge  tutelava  le donne che venivano molestate o abusate con il seguente articolo:

” Gli atti violenti esercitati contro l’altrui pudicizia, che non consistevano  nella congiunzione carnale, tutti indistintamente noverano nella categoria degli stupri tentati”

Con questa legge fu creata una regolamentazione che stabiliva la divisione tra l’approccio e l’abuso sessuale, violenza e aggressione. In poche parole, chi rubava o otteneva con forza il bacio, era perseguitabile. Chi trasgrediva questa legge, era punibile con la pena di morte. Ci sono tante storie  di uomini che hanno trasgredito questa legge. Ve ne racconto una. La storia racconta  che un uomo, aveva baciato una donna per strada contro la sua volontà, e venne punito con il divieto di avvicinarsi al luogo  dove era  stato consumato  il reato, tenendo una distanza  di 48.28032 chilometri, che nell’unità di misura americana equivale a 30 miglia.