Ha riaperto ieri , 20 novembre, il distributore di carburanti sito in via Ferrarecce di proprietà di Raffaele Cirillo , a cui lo scorso 5 agosto la Guardia di Finanza aveva posto i sigilli. Rimangono sotto sequestro le colonnine di erogazione del carburante n.5 e n.6 che costituiscono oggetto dell’indagine ancora in corso. E’ ancora giallo su chi abbia manomesso e utilizzato le colonnine anche durante il sequestro del distributore. A parlare con noi la moglie di Raffaele Cirillo, la Signora Enza Scialla, che in questo periodo ha tenacemente difeso il marito. ” Siamo estremamente soddisfatti per questo risultato- dice Enza Scialla- che oggi restituisce a mio marito e ai suoi collaboratori il lavoro per il quale si sono tanto impegnati in questi anni”, Tuttavia, Enza Scialla proprio non ci sta alle polemiche e agli attacchi che nei mesi scorsi hanno coinvolto il marito a causa del provvedimento di sequestro della Guardia di Finanza. ” La prova che mio marito sia innocente- dice- è dimostrata dal fatto che dal 5 agosto a tutt’oggi egli avrebbe potuto essere arrestato per il reato di contrabbando di carburante . Questo, invece, non è accaduto”. Altro punto sul quale la Signora intende scendere in campo è la notizia diffusa all’epoca del sequestro secondo la quale Raffaele Cirillo sarebbe stato il cugino di Paolo Marzo imprenditore legato a Ubaldo Caprio e all’amministrazione Del Gaudio. ” La notizia della parentela – afferma Enza Scialla- è stata una montatura di alcuni giornali. Noi abitiamo nel borgo di Falciano come la famiglia Marzo e come tante altre persone che svolgono a Caserta il loro lavoro. Questo non significa che siamo tutti parenti”. Ma procediamo con ordine per comprendere cosa sia realmente avvenuto in questo che è uno dei piu’ noti distributori di carburante di Caserta. Oggetto delle indagini rimangono le colonnine n.5 e n.6 ai danni delle quali, è stato dimostrato, vi è stato un tentativo di furto. ” Durante le indagini- spiega Enza Scialla- si è appurato che le colonnine erano state smontate e manomesse”. In un primo momento le Forze dell’Ordine avevano indagato sul gestore del distributore , ovvero Raffaele Cirillo. Sta di fatto, tuttavia, che dopo l’apposizione dei sigilli, avvenuta lo scorso 5 agosto, la Guardia di Finanza avrebbe avuto modo di verificare che quelle colonnine, nonostante il sequestro, avrebbero erogato carburante. ” Questa circostanza- conclude Enza Scialla- ha scagionato mio marito”. Le indagini sono ancora in corso. Ma la città di Caserta si è riappropiata , dopo oltre 3 mesi, di un fondamentale servizio per la comunità restituendo il lavoro a uomini con l’insopprimibile esigenza di sopperire ai bisogni delle loro famiglie.