Ordine degli Ingegneri: la volta buona della democrazia?

C’è un dato che, più di ogni slogan elettorale, racconta bene il clima che si respira attorno alle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Caserta: più di 60 candidati organizzati per lo più in liste. Numeri che, da soli, segnano una rottura netta con il passato recente e restituiscono finalmente uno scenario degno di una vera competizione democratica. Una pluralità di idee, sensibilità e visioni che mancava da tempo e che, inevitabilmente, impone una riflessione anche su ciò che è accaduto solo quattro anni fa.All’epoca, infatti, il Consiglio uscente si confrontò sostanzialmente contro il nulla. Nessuna reale alternativa. Nessun vero dibattito. Nessuna competizione politica o culturale capace di mettere in discussione l’assetto consolidato. Più che una tornata elettorale, sembrò quasi una ratifica annunciata, con l’unica vera preoccupazione concentrata sul superamento del quorum necessario a rendere valida la votazione. Telefonate, messaggi, inviti insistenti: l’obiettivo era portare abbastanza persone alle urne da evitare il fallimento formale dell’elezione.

Oggi, invece, lo scenario appare completamente diverso. La partecipazione così ampia sembra raccontare, prima ancora delle parole, una diffusa voglia di cambiamento. O quantomeno il desiderio di rimettere al centro il confronto, il dibattito e la rappresentanza. Eppure, in questo clima nuovo, la lista dei cosiddetti consiglieri uscenti di maggioranza mistifica l’unica lettura possibile di contestazione, paventandone un ulteriore merito dell’amministrazione attuale. Una tesi curiosa, che lascia spazio a più di una riflessione. Perché il buon senso porterebbe piuttosto a pensare che, se oltre sessanta professionisti decidono di candidarsi, forse molti di loro ritengono semplicemente che si debba fare meglio. O almeno diversamente. In questa confusione di simboli, alleanze, posizionamenti e nuove geometrie elettorali, non è passata inosservata la candidatura del professor Gianfranco De Matteis. Una figura che, per storia professionale e autorevolezza accademica, ha inevitabilmente modificato gli equilibri della campagna elettorale. La lista costruita attorno alla sua candidatura appare infatti studiata con grande attenzione: presenza evidente e forte delle istituzioni, professionisti provenienti da mondi differenti, esperienze diverse tra loro ma accomunate da un messaggio preciso di rappresentanza ampia, profilo istituzionale e credibilità tecnica. Tra loro: liberi professionisti di riconosciuta come Fabrizio Gentile, Umberto Motti, Carlo Maisto, Michaela Suppa (già ispettore del lavoro), Valentina Carangelo, consulenti esperti della Procura della Repubblica come Anacleto Fuschetti, esponenti di enti pubblici e funzionari tecnici come Francesco Greco, Manlio Mascolo, Mariangela Grande, Ciaramella Caterina, il vice comandante dei Vigli del Fuoco di Caserta Angelo De Dona, rappresentanti del mondo universitario che si affiancano al prof De Matteis come il prof. Francesco De Paola, esponenti della selezione scelta dell’esercito e direttore dei lavori ANAS come Marco Carozza e, a completare lo scenario degli ambiti in cui gli ingegneri sono colonne portanti del mercato del lavoro: Angela Pozzi, industriale del settore siderurgico e aerospaziale.

Una squadra costruita quasi “per sottrazione”, centellinando i nomi e cercando di trasmettere l’idea di una classe dirigente selezionata più sulla reputazione che sulle logiche di appartenenza ma anche con passata esperienza ordinistica. Ed è forse proprio il tema della credibilità ad emergere con maggiore forza in questa campagna elettorale. Perché negli ultimi anni, all’interno del mondo professionale, si sono viste dinamiche che hanno lasciato molti iscritti perplessi. Basta leggere alcuni verbali consiliari per imbattersi in passaggi che alimentano interrogativi difficili da ignorare. Tutto ciò contribuisce forse a spiegare perché oggi ci sia una sorta di forte mobilitazione di candidati pronti a proporsi per contribuire al governo dell’Ordine e alla valorizzazione della Categoria professionale. Saranno gli elettori a stabilire se si tratta di reale evoluzione o semplicemente della prosecuzione di equilibri già noti. Siamo, inevitabilmente, nel pieno di una campagna elettorale accesa. E proprio per questo sarebbe improprio entrare troppo nel merito delle questioni più controverse o nei retroscena più delicati. Ma osservare il contesto, fotografarne le dinamiche e tentare di interpretarne i segnali è forse l’unico modo per comprendere davvero ciò che sta accadendo attorno a queste elezioni. Perché, al di là dei nomi e delle liste, la sensazione diffusa è che questa volta gli iscritti non stiano semplicemente scegliendo dei consiglieri, ma decidendo quale idea di Ordine professionale immaginare per i prossimi anni.Non resta che attendere il voto del 15 e 16 maggio per capire cosa pensano davvero gli ingegneri casertani. E soprattutto se questa improvvisa partecipazione rappresenti soltanto una parentesi elettorale o l’inizio di una nuova stagione di confronto reale all’interno della categoria.