Persiste l’inquinamento del Ferragosto sul litorale casertano

Polizia Municipale a corto di uomini contro incivili di ogni età della movida estiva. Il disastro ambientale appeso a un filo sotto gli occhi di tutti

La febbre del Ferragosto come ogni anno lascia la sua scia indelebile sulle spiagge della Campania. Lì dove i controlli a volte avvengono in modo blando e quindi per niente efficace, i tanti falò si trasformano in discariche a cielo aperto la mattina seguente.

Iniziano già dalle nove del mattino i ragazzi di ogni età, dai 13 fino ai 30 o 40 anni, a scavare la sabbia dando vita a voragini in cui accendere fuochi più simili a “lampe di Sant’Antuono” . Continuano gli scavi a cui partecipano prevalentemente i ragazzi incoraggiati dalle amiche fino alle sei del pomeriggio circa.

La movida finisce in barzelletta

Dunque una giornata impegnativa per realizzare opere di grande ingegneria, per modo di dire. Alla fine arriva il momento di trasportare in spiaggia viveri di ogni genere, sopratutto alcolici pesanti. E infatti al momento della festa notturna per la vigilia del Ferragosto tra fumi di carne carbonizzata, urla, musica e coppiette appartate, ci sono anche ubriachi molesti schiaffeggiati, di tanto in tanto, dagli stessi compagni di falò.

Giunta la mezzanotte è il momento dei giochi pirotecnici, spettacoli bellissimi da guardare sotto le stelle con quella speciale brezza notturna che tira sulle bellissime coste del casertano e del salernitano, ad esempio. La vigilia è allora terminata tocca perciò alla festa delle prime ore del mattino per dare finalmente il benvenuto al Ferragosto. E qui  chi sonnecchia e chi si si sbronza ancora, si balla fino alle quattro del mattino.

Chi ha dormito in spiaggia avvolti in sacchi a pelo, chi non ha dormito proprio, verso le sette è ora di fare colazione. Qui viene il bello. Gente che vomita a destra e sinistra ecco il vero quadro della disperazione post festicciola. Per i più anziani che non hanno partecipato alla notte di movida il 15 agosto è il momento perfetto per assaporare l’estate, se solo non fosse per la sorpresa indecente.

Al risveglio la visione della spiaggia, dopo essere stata abbandonata dai giovani festaioli, è a dir poco stomachevole. La sabbia ha assunto l’odore della sambuca alla frutta versata in momenti d’ebrezza in terra e la spiaggia è totalmente ricoperta di immondizia.

La Polizia Municipale con le mani legate e i Lidi vicini in conflitto per la pulizia

Così si presenta il litorale domitio, come del resto è stato ampiamente documentato in foto. Ma ora vediamo in cosa consiste e come si dovrà risolvere il disastro ambientale generato dopo il Ferragosto scorso, che ancora degrada le coste vicine.

Abbiamo voluto documentare il litorale di Sessa Aurunca (CE), in località Baia Domizia. Qui il maggior disastro persiste dal 15 agosto scorso e ripulito solo per il 10 per cento dallo staff di un dei lidi vicini.
È infatti compito degli stabilimenti balneari ripulire per il 50 per centro ciascuno il disastro lasciato sulle spiagge libere. Ce lo spiega proprio il responsabile del Nucleo Ambientale della Municipale, facendo riferimento ad una convenzione nazionale che parla della cura dello spazio libero da parte di coloro che hanno in concessione parte di spiaggia.

Perciò a dover provvedere non sono i vandali autori del crimine ambientale, ma gli onesti commercianti.
In questo caso specifico, a differenza di Gaeta, in provincia di Latina, gli operatori degli organi preposti alla vigilanza delle spiagge sono soltanto due. Solitamente, di fatto, c’è un solo operatore di Polizia locale a provvedere alle questioni ambientali. Ragion per cui, non avendo pianificato per bene un tavolo interforze per il controllo del territorio, viene meno il decoro delle spiagge.

Nonostante l’ordinanza di divieto di tutti i Comuni marittimi di accendere falò e fuochi artificiali puntualmente, come ogni anno, le spiagge del litorale casertano vengono devastate.
Ebbene bisognerà a questo punto capire quale sarà lo svolto di questa situazione, dal momento che nessuno vigila e nessuno si attiene alle regole. Il mare e la sua battigia intanto rimangono in una situazione critica sotto ogni punto di vista. Se come dicono gli ambientalisti “sono i piccoli gesti a migliorare il pianeta” di certo questa non ne è una chiara dimostrazione. Si al divertimento. No all’inquinamento.