Il Sacco di Capua
Carlo VIII,Re di Francia,mise le mani sul Regno di Napoli con la pretesa di essere l’erede degli Angioini. Con vari accordi,Carlo VIII conquistò con estrema facilità una parte dell’Italia tanto che il Pontefice cercò di negoziare con i Francesi mandando il cardinale Francesco Piccolomini ma Carlo VIII non volle neanche riceverlo. A questo punto,il pontefice propose una trattativa a Carlo VIII,che accettò solo alla condizione che il Re di Napoli,Alfonso II d’Aragona,non vi partecipasse. Carlo VIII mandò gli ambasciatori a Roma e nelle stesso tempo,Ferdinando,duca di Calabria,reduce dalla Romagna,entrò a Roma con il suo esercito,mostrandosi pronto a fare resistenza. Il papa incoraggiato dal principe napoletano,fece arrestare gli ambasciatori del Re Carlo VIII,facendoli rinchiudere a Castel Sant’Angelo. Carlo VIII continuava la sua conquista occupando Viterbo senza nessuna resistenza vista l’indecisione del Papa ma questa indecisione del Papa,portò alla gente come Virginio Orsini,a a trattare per conto proprio con il Re Carlo VIII,concedendogli libero transito del suo esercito attraverso i suoi feudi. Dopo questi ultimi successi francesi,il Papa temeva ancora di più il suo ruolo di Pontefice,quindi per evitare che Carlo VIII lo deponesse,fece scarcerare gi ambasciatori in cambio delle promosse fatte da Carlo VIII cioè lo rispettare l’autorità papale e l’immunità della Chiesa. Il 15 gennaio 1495,si raggiunge un accordo definitivo in cui Carlo VIII doveva rinunciare all’idea di spodestarlo e promettere amicizia e rispetto e Alessandro VI doveva consegnare le fortezze di Civitavecchia,Terracina e Spoleto fino alla fine della guerra oltre a dare suo figlio,Cesare Borgia in ostaggio ai francesi per 4 mesi. Dopo un mese di permanenza a Roma,iniziò le operazioni contro il Regno di Napoli dove Ferdinando,Re di Napoli,non si fece trovare impreparato ma dopo la sconfitta negli Abruzzi(Nord del Regno di Napoli),l’esercito napoletano si ritirò a Capua,caduta il 19 febbraio dopo la trattativa tra il comandante dell’esercito napoletano, Gian Giacomo Trivulzio e Carlo VIII,in assenza del Re che era andato nella Capitale a sopprimere i tumulti. Dopo la caduta di Capua,Carlo VIII conquista la Capitale il 6 marzo. Carlo VIII dopo aver conquistato il Regno di Napoli,credeva di essere il padrone degli Stati Italiani,ma dopo un breve periodo di pace,si iniziò a formare segretamente la lega anti-francese perchè Carlo VIII era diventato non solo il padrone del Regno di Napoli,ma anche di altre città cedute tramite accordi e in più il Re di Spagna nutriva forti preoccupazione per la Sicilia temendo che su questa isola si potessero estendere le brame del Re di Francia. Carlo VIII quando ebbe la notizia della lega e dei preparativi che facevano,ne rimase impressionato ma avrebbe voluto rimanere a Napoli,aspettando i rinforzi dalla Francia,cosa che consigliavano alcuni baroni,ma altri consigliavano al Re Carlo VIII che questi aiuti sarebbero difficilmente arrivati e che la situazione del Regno di Napoli non era rosea con la conseguenza che la popolazione era irritata dalle prepotenze commesse dai Francesi, sospirando al ritorno di Ferdinando,il quale molte città gli erano rimaste fedeli. Carlo VIII dopo strenue battaglie,vide svanire il suo sogno di conquista dell’Italia. Ferdinando continuò la riconquista del Regno di Napoli,eliminando le residue presenze francesi rientrando a Napoli, trasferendosi poco dopo a Somma Vesuviana, dove morì per una malattia,lasciando il trono allo zio Federico. Federico venne incoronato,Re di Napoli, nel 1497,a Capua,città napoletana,considerata la “chiave del Regno”,a cui partecipò anche Cesare Borgia,il quale chiese al Re di Napoli,la mano della figlia Carlotta,ottenendo un rifiuto netto che lui non sopportò,tramando vendetta sia per il rifiuto ricevuto che per l’ambizione di estendere il suo potere al regno più bello e potente,occasione che ebbe con l’ascesa di Luigi XII il quale aveva messo le mani anche lui sul Regno di Napoli. Luigi XII per non fare lo stesso errore del suo predecessore si accordò con il Re di Spagna,Ferdinando il Cattolico d’Aragona,il quale stipulò a Granada l’11 novembre 1500 il trattato che concordava la spartizione del Regno di Napoli di cui Napoli,Terra di Lavoro e gli Abruzzi andavano alla Francia e Puglia e Calabria alla Spagna,il cui regista era Alessandro VI. Alessandro VI,diede ordine a suo figlio,Cesare Borgia,di appoggiare i francesi,dichiarandosi disposto a investire il Re di Francia del Regno di Napoli,detronizzando Federico I di Napoli. Questo voltafaccia del papa,che prima aveva aiutato il Re di Napoli nel contrastare i francesi,non è di immediata comprensione. Nel 1501,le truppe francesi,pontificie e mercenarie si diressero verso Napoli. Alessandro VI,detronizzò il Re di Napoli il 25 giugno 1501 e il 19 luglio,le truppe,raggiunsero Capua. La iniziarono ad assediarla,ma trovarono difficoltà dettata dal fatto che era ben difesa e dal valore degli uomini tra cui ricordiamo Ettore Fieramosca e Fabrizio Colonna. Capua dimostrò una resistenza forte e organizzata,ma dopo 4 giorni,allo stremo,i napoletani furono costretti a trattare con i francesi la resa per circa 40.000 ducati,da pagare entro le ore 15 del 24 luglio. Fu quel momento in cui Cesare Borgia,concretizzò la sua vendetta ordinando alle truppe di allentare la morse e di elargire saluti di pace prima dello scadere del termine stabilito. Cesare Borgia diede l’ordine alle truppe,di avere un atteggiamento amichevole,salutando la folla,mostrando bandiere in segno di pace,convincendo i napoletani che la pace era stata sancita. I nemici entrano nella città,Cesare Borgia,raggiunse Piazza dei Giudici,con la stragrande maggioranza dell’esercito,dando il via alla strage. Lo scempio che si consumò fu indescrivibile, non si risparmiò nessuno, neppure i bambini e le donne. Un bambino salvato dalla morte imminente fu Cristoforo Sannelli che per ringraziare, poi, il santo di cui portava il nome per averlo protetto, eresse nella chiesa Santissima Annunziata un altare e sull’altare una statua del Santo con Cristo fanciullo sulla spalla. Le donne furono prese di mira per la loro bellezza e si racconta che alcune di esse,circa 40, rifugiatesi nel Castello Normanno o delle Pietre furono violentate dalle soldatesche del Borgia. Molte altre, invece, pur di non concedersi al nemico in cambio della salvezza, si gettarono nel fiume Volturno annegando. Le vittime, si pensa che siano state più di 5000 persone e la città fu testimone di un tale scempio perchè si narra che il fiume Volturno si colorò di rosso per il sangue versato in alcuni tratti. Due furono gli eventi miracolosi che avvennero durante l’assedio. Si narra che i soldati, inspiegabilmente, non riuscirono ad entrare nella chiesa di S. Benedetto, oggi S. Filippo e Giacomo, per uccidere i cittadini che vi si rifugiarono,per pregare attorno all’immagine sacra della Vergine delle Grazie. Ancora, si narra che la Vergine raffigurata in un dipinto sul muro lungo una strada che costeggia il fiume Volturno, chiamata Madonna della Pietà e detta dal popolo Madonna della “Santella”, si portò le mani al volto in segno di tanto orrore di quei giorni, ponendo fine a tale scempio.