Pillole di Cultura. Il sogno di Ladislao I Re di Napoli : progettare un ‘Italia Unita sotto la Corona di Napoli

Ladislao I di Napoli,nacque a Napoli l’11 luglio 1376. Figlio di Carlo III di Durazzo e di Margherita di Durazzo,divenne Re di Napoli all’età di 10 anni,governando sotto la reggenza della madre. Questo periodo,fu un periodo di grande sconvolgimento per il Regno di Napoli,la cui morte del padre Carlo III,fece precipitare Napoli nel caos,in cui i suoi parenti filoangioini di Francia,sostenuti anche da una parte del popolo,volevano approfittare di questo momento di debolezza per scalzare la famiglia regnante e nominare re,Luigi d’Angiò.Nel 1387,l’esercito di Luigi II d’Angiò occupa Napoli costringendo la regina Margherita e il piccolo re Ladislao a barricarsi in Castel dell’Ovo,dal quale fuggiranno alla volta di Gaeta,però inaspettatamente,giunse un grande sostegno al piccolo re esiliato nel 1390,perchè fu eletto al soglio pontificio,un napolitano,Pietro Tomacelli,che assunse il nome di Bonifacio IX,prendendo le parti di Ladislao,contro l’usurpatore francese Luigi II. Di ritorno,Ladislao,seguendo il consiglio della madre,affidò Maddaloni a Carlo Artus ,Conte di S.Agata dei Goti, più per la sua spiccata bravura militare che per la cieca fedeltà alla corona,il quale doveva farla diventare una roccaforte militare(precisamente voleva creare una base solida in Terra di lavoro). Per Maddaloni,essere assegnata a Carlo D’Artus,fu una vera disgrazia,visto che venne ridotta la libertà di eleggere sindaci e mastrogiurati oltre alla riduzione dell’autonomia politica e amministrativa. Ladislao,capì che solo con uomini come Carlo d’Artus,poteva conquistare il Regno di Napoli. Carlo d’Artus,sentendosi forte,cominciò a pretendere, e Ladislao,per tenerlo buono,gli assegnò i feudi di Boiano e Prata.Nel 1399,ci cede anche il feudo della Valle di Maddaloni e il 10 settembre dello stesso anno,Ladislao,si lanciò alla conquista del Regno di Napoli,riuscendoci,mentre l’usurpatore Luigi II,era impegnato contro i principi napolitani di Puglia,che al ritorno decise di arrendersi,lasciando il Regno. Dopo aver conquistato il Regno di Napoli,impose il proprio dominio con spietatezza e cinismo,perseguitando i suoi nemici e le velleità dei filoangioini.Agli inizi del XIV secolo,Re Ladislao I,era noto come capo politico e militare di forte tempra e dalle grandi ambizioni. Per consolidare il proprio potere a spese dei baroni,commissionò l’assassinio di molti suoi rivali e punì severamente anche la casata dei San Severino,ispiratrice della rivolta filoangioina.Nel 1402 Ladislao,fece arrestare Carlo d’Artus insieme a suo figlio Giacomo per tentata ribellione. Ladislao influenzò la sentenza del giudice Giovanni da Capestrano,che lo condannò a morte. Il magistrato convinto di avere condannato un innocente,si dimese subito dall’incarico e divenne frate,che dopo la sua morte,venne fatto beato. Dopo aver affermato il suo potere sul Regno di Napoli,diede il via alla realizzazione del suo progetto cioè creare un Italia Unita sotto la corona di Napoli. Nel 1408,cinse d’assedio Roma e Perugia,che capitolarono e si consegnarono al Re Ladislao I. La notizia di questa conquista,mise in allarme i monarchi del Nord,che costituirono una lega cappeggiata da Firenze e Siena,al quale si aggiunse anche Bologna, e il Papa Alessandro V,per respingere le mire del Re di Napoli,lo scomunicò,incoronando Re di Napoli,Luigi II. Dopo vari scontri,Luigi II,rinuncia di nuovo al Regno di Napoli e l’anno successivo il papa Giovanni rinuncia definitivamente a sostenere Luigi II d’Angiò,investendo Ladislao I,Re di Napoli.Il Re di Napoli,dopo un breve riordino delle casse dello stato,ritorna a combattere per realizzare quel sogno e nel 1413,riconquista Roma e lo Stato Pontificio,assedia Firenze e in seguito voleva assoggettare il Nord al Regno di Napoli. La campagna per unificare la penisola italiana con capitale Napoli,non si realizzò mai perchè colpito da una malattia infettiva causata dalle sue abitudini lascive e promiscue che provocò la morte a soli 38 anni. Non avendo eredi,la corona passò alla sorella Giovanna II d’Angiò,che fece erigere un imponente monumento sepolcrale nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara per onorare e custodire le spoglie mortali del fratello.