di CARMINE ELISEO
PORTICO DI CASERTA – Quando si è trattato di affrontare il tema spinoso dell’affidamento dei beni della famiglia Bifone all’amministrazione comunale, con tutti i passaggi burocratici e la necessità del voto delle minoranze, ebbene Piccirillo abbandonava l’aula, e le motivazioni sono ben note, mentre Massaro ha lasciato di stucco i pochi presenti al primo consiglio comunale, in questa ridente cittadina che confina con Marcianise e Capodrise.
La gente si chiede, ma come mai il candidato sindaco, avversario di OLIVIERO, non ha votato? L’altro concorrente alla carica di primo cittadino lo conosciamo bene anche per i rapporti storici e familiari che aveva con questa famiglia storica della Portico turbolenta, quindi nessuno scandalo. Diversamente ha lasciato a desiderare il democratico per eccellenza, Gerardo Massaro, che con questo gesto sicuramente dovrà abbandonare il PD mentre le possibilità di Oliviero, da ex socialista, di conquistare la leadership del Partito Democratico a Portico di Caserta aumentano.
Probabilmente sarà una giovane donna a guidare gli ex comunisti in questa comunità, una donna che ha avuto il coraggio di staccare il cordone ombelicale da dilettanti allo sbaraglio, come l’ex sindaco Carlo Piccirillo, che in poco tempo ha bruciato i rapporti con Mancone, Martone e tanti altri suoi collaboratori che nel 2004 lo portarono a trionfare presso la casa comunale. Chi semina vento raccoglie tempesta ed ora puo’ ritirarsi a vita privata in quel di Musicile. Un detto vige ancora in politica:” Chi di spada ferisce di spada perisce, ed ora deve solo leccare le ferite della sconfitta e programmare un futuro da pensionato presso il Circolo locale che ha sede presso la casa comunale, così lui non perde l’occasione di incontrare i suoi avversari.
Da indiscrezioni abbiamo appreso che lascerà il suo posto al primo eletto nella lista con il quale programmare il futuro, ma dovrà attendere il 1922, quando Oliviero andrà via, avendo raggiunto il suo scalino più alto di Piazza rimembranza. E chissà che il fratello Gennaro , consigliere regionale del PD ma eletto con i voti del PSI di Terra di Lavoro, possa ritornare in auge, visto che nel partito di Lavoria e Renzi gli spazi si restringono, ed anche lui non potrebbe trovare posto per una scalata in Parlamento in quota PD.
Ormai anche lui ha finito la sua corsa, stritolato da Bosco, Caputo, Picierno, Sgambato e tanti altri che aspirano ad un posto in Parlamento. Un ritorno nel PSI della famiglia Oliviero insieme all’inossidabile Domenico Dell’aquila, potrebbe aiutare i giovani socialisti che emergono nei vari movimenti, dai Socialisti in Movimento della città di san Prisco, con il duo Carmine Eliseo 1959 e Carmine Cestrone. Infine un pensiero a Risorgimento socialista che con Tommaso Di Marco, al quale Franco Bartolomei darà la nomina di coordinatore provinciale, mentre i Liberal socialisti di Antonino Di Stefano stanno trovando un compagno a Marcianise, per poter riunire queste tre anime del PSI, con un coordinatore unico e tentare la scalata alla segreteria provinciale del PSI, che prossimamente vedrà la luce insieme al Congresso regionale campano.