REAL SITO DI SAN LEUCIO. ” CONTI 3 ” OPERAZIONE VERITA’. L’AZIENDA DI SAN LEUCIO APRE LE PORTE ALLA STAMPA.

di GIOVANNA PAOLINO

 

Real Sito di San Leucio. Vicenda  ” Conti3″ , operazione verita’ :  l’azienda di San Leucio, che, secondo molti, sarebbe la causa dell’odore nauseabondo che da oltre sei mesi sta  infestando e deturpando il Real Sito Patrimonio dell’Unesco, apre le porte alla stampa.

Sabato 7 gennaio 2017 il patron Bartolomeo Letizia, accompagnato dall’Amministratore Vincenzo Sepe, incontrera’ i giornalisti  per fornire chiarimenti utili  a dare una svolta a quanto sta accadendo  nel  Real Sito di San Leucio.

Come noto,  nei giorni scorsi, sulla questione  sono scesi in campo il Consigliere Comunale Donato Tenga, Delegato al Belvedere al San Leucio dal Sindaco Carlo Marino, e Pasquale Napoletano, gia’ Assessore al Bilancio e ai Grandi Eventi del Comune di Caserta i i quali si sono attivati per individuare le cause delle esalazioni nocive  a San Leucio.

A  puntare il dito contro la ” Conti 3 ” srl , azienda di Bartolomeo Letizia, i residenti di Briano e di San Leucio che hanno firmato una petizione contro il sito industriale  consegnata al Sindaco di Caserta  Carlo Marino, all’Assessore alle Attivita’ Produttive Pietro Riello e alla Polizia Municipale.

Inevitabile la reazione di Bartolomeo Letizia  patron della Conti3. L’ azienda  e’ allocata in parte dei capannoni rilevati dal fallimento di un precedente insediamento produttivo e ,  peraltro, attraverso un ramo del Gruppo industriale di famiglia, è adiacente al Setificio Leuciano, unico insediamento produttivo serico riportato in attività nel sito borbonico.

“Basta a questo gioco al massacro ha detto Bartolomeo Letizia – .  Qualcuno, per ragioni che al momento ci sfuggono, mesta nel torbido, gettando fango sulla nostra azienda, sul nostro gruppo e sulle nostre persone, ma soprattutto sta giocando sporco sulla pelle delle cinquantuno famiglie dei nostri dipendenti. Un gioco sporco a cui non intendiamo partecipare supinamente. In questo senso, abbiamo già dato mandato ai nostri legali, affinché l’autorità giudiziaria faccia chiarezza sulle persone e i motivi che stanno dietro a questa vicenda che ha tutto l’apparenza di una campagna stampa concertata e finalizzata alla diffamazione del nostro marchio, del nostro gruppo, delle nostre persone e, forse, alla chiusura della stessa fabbrica”.

“Intanto, è nostra intenzione aprire le porte della fabbrica alla stampa – continua –  affinché  si tocchi con mano, si constati di persona la tecnologia altamente innovativa dei nostri prodotti e dei nostri processi di lavorazione. Non abbiamo segreti da nascondere”.

“La nostra è un’azienda che non brucia plastica – conclude  Bartolomeo Letizia – che non emette fumi dannosi per le persone e nocivi per l’ambiente. Un’azienda, anzi, che non produce rifiuti, ma in parte si autoalimenta riciclando la stessa materia prima impiegata, dunque altamente rispettosa dell’ambiente e della salute dei propri addetti”.