RICORDO DELLA POLITICA, EVENGELICAMENTE VISSUTA, DELL’AMICO PASQUALE MINIERI

di DANIELE PALAZZO

Il dato statistico di un sondaggio, di recentissima diffusione, che “avverte” che lo spettro della disoccupazione è in aumento soprattutto tra le famiglie numerose, mi fa ritornare in mente la meravigliosa parabola umana e la grande dirittura morale dell’amico Pasquale Minieri, che, poco prima che un destino tragico e beffardo lo sottraesse per sempre all’affetto dei suoi cari e degli amici, in una riunione non ufficiale del suo partito, cioè la Democrazia Cristiana, alla quale ho avuto l’onore e il piacere di partecipare, si espresse profeticamente in questo modo: ”Quelli della D.C., cioè tutti noi, dovrebbero essere subito arrestati . Perché? Vi porto un esempio. Pensate a due ipotetiche famiglie, di cinque figli ciascuna.

Cosa abbiamo fatto noi? Ve lo dico io cosa abbiamo fatto! Guardatevi intorno, vedrete cinque persone benestanti e superraccomandate, con tanto di buona posizione da posto fisso, più due, vale a dire i loro genitori, che già lo erano di per se’, e sette disperati. Vi pare bello ed onesto questo? A me no! Da ora in avanti, dunque, impegnerò tutte le mi forze residue nei giorni il Signore vorrà concedermi per porre riparo a questo grave torto!” .

Al termine del suo discorso, tra i presenti, un leggero senso di colpevole sbigottimento. Subito dopo, però, un fragoroso applauso di condivisione ed approvazione, al quale, ovviamente, mi unii anche io. Peccato, però, che, a tanti anni dal pronunciamento di quelle lucidissime ed ammirevoli parole, la politica pignatarese, specchio di quella nazionale, abbia continuato per la sua brutta strada, come se l’amico Minieri, che, di lì a poco, il Signore Altissimo, come fa con i fiori più belli e profumati, chiamò accanto se, e il suo quotidiano accostarsi al Vangelo di Gesù Cristo non avessero mai calpestato la polvere di questa terra.