Rita Dalla Chiesa ha presentato il suo libro “Mi salvo da sola” agli Ufficiali dei Carabinieri

Nel volume la donna ricorda a lungo la figura del padre, che per l’Italia intera è un simbolo di onestà e coraggio: il Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, ucciso a Palermo il 3 settembre 1982 dalla mafia.

Venerdì sera, 26 aprile 2019, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, Rita DALLA CHIESA ha presentato con Massimo Giletti il suo libro “Mi salvo da sola” (ed. Mondadori). Lo ha fatto alla presenza dei vertici istituzionali e di una vasta platea in cui spiccavano i giovani Ufficiali frequentatori dell’istituto.

Nel volume la donna ricorda a lungo la figura del padre, che per l’Italia intera è un simbolo di onestà e coraggio: il Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, ucciso a Palermo il 3 settembre 1982 dalla mafia. A pagina 124 inizia un capitolo che ogni Carabiniere dovrebbe leggere. È un intenso atto d’amore verso l’Arma, che Rita sente come una seconda famiglia a dispetto dei 37 anni trascorsi dalla morte del padre.

Un percorso con la divisa e gli alamari è un lungo cammino, ma non ci si può fermare, non si può tentennare. Nemmeno quando la marcia costa sacrificio, nemmeno quando a ogni passo si rischia di cadere. Venerdì sera gli sguardi degli allievi erano attenti e la commozione si tagliava col coltello, mentre una figlia, oggi nonna, raccontava senza infingimenti la propria sofferenza per la barbara uccisione, ma non taceva la propria ammirazione per l’esempio consegnatole dal genitore.

Un percorso con la divisa e gli alamari è un lungo cammino. Ma da venerdì sappiamo di più, o ricordiamo meglio, la cosa più importante. Non è scritta nel codice penale, o nel regolamento. Se una figlia può amare tanto l’uniforme che le ha fatto strappare il padre, per essa vale la pena vivere, e perfino morire.