Rubata una bicicletta in Via Mazzini a Caserta, proseguono i furti delle due ruote, le segnalazioni anche sul web

di NUNZIO DE PINTO

CASERTA

Rubata una bicicletta in Via Mazzini a Caserta, proseguono i furti delle due ruote, le segnalazioni anche sul web

CASERTA – Erano le 17,30 circa di mercoledì 30 agosto 2017 quando un cittadino napoletano ma residente a Caserta ha “parcheggiato” la sua bicicletta all’esterno di un negozio di erboristeria in Via Mazzini a Caserta per chiedere una informazione. È stato un attimo, giusto il tempo di ottenere la risposta alla sua informazione ed all’uscita dal negozio non ha più trovato la sua bicicletta. Ripresosi dall’amarezza per il danno subito, quando è tornato a casa ha subito pubblicato sulla sua bacheca la foto della bicicletta, di modo che in caso venisse ritrovata questa foto avrebbe rappresentato la prova della proprietà della bicicletta. Quello dei furti di biciclette non è nuovo a Caserta, anche se non sono molti quelli che ne denunciano il furto. I cittadini casertani hanno una naturale vocazione per la bicicletta. Fortunatamente ci sono innumerevoli vantaggi ad usare quotidianamente la bicicletta che bilanciano i moltissimi problemi che affliggono il ciclista convinto. Quello di cui vorremmo parlare oggi è un aspetto che ci riporta indietro nel tempo, durante il quale il furto di biciclette era quasi una necessità, dovuta alla mancanza di mezzi economici, sufficienti appena a sfamare se stessi e la propria famiglia. La bicicletta rappresentava veramente l’unico mezzo privato valido per spostarsi da un punto all’altro, anche per parecchi chilometri, con qualunque tempo meteorologico e in tutte le stagioni. Poi l’industria automobilistica ha imposto l’auto come unico modo alla mobilità e sono arrivati i furti d’auto costringendoci ad inventare forme sofisticatissime di antifurto, tormento per le nostre orecchie, specialmente nelle ore notturne. Poi è tornata di moda la bicicletta per il tempo libero, le passeggiate la domenica con la famiglia, perchè fino a quel momento la bicicletta rimane rigorosamente custodita nelle nostre cantine o nei moderni box fino al disgelo. Rispolverata la nostra bici dalla nostra mente è diventata, anche da noi, mezzo di trasporto quotidiano ad emulare i paesi nordici; senza mai arrivare ai loro livelli, ma un risveglio pieno di speranza per il futuro delle nostre città. E sono ricominciati i furti in grande stile. Una bicicletta all’atto dell’acquisto generalmente non è dotata di serratura, è quindi doveroso procurarsene una. In commercio esistono molti modelli: si va dal cerchietto a leva fissato al telaio posteriormente (di scarsa affidabilità anche se versioni recenti montate di serie su alcune marche di biciclette danno una discreta garanzia antifurto) alla catena e lucchetto, passando per i sistemi a filo con serratura a chiave o a combinazione. Tuttavia i test hanno dimostrato che solo l’arco rigido con serratura a chiave circolare da’ effettivamente la garanzia di impedire il furto, purché si seguano alcune regole di fissaggio. L’archetto deve comprendere sia la ruota che il telaio e se possibile ancorarsi a elementi saldamente fissati a terra. Ma sarebbe opportuno anche dotare le biciclette di un numero identificativo come quello che troviamo sulle autovetture.