SALARIO MINIMO | La preoccupazione dei sindacati

Sindacati preoccupati dalla possibilità che sul salario minimo possa avviarsi il dibattito parlamentare senza che il confronto con il governo possa dirsi concluso

Per questo, alla luce del possibile avvio della discussione in aula al Senato, chiedono “che si accantoni il Ddl“. Dopo il primo round tecnico al ministero del Lavoro, come promesso dal vicepremier Di Maio, infatti, e nel quale Cgil Cisl e Uil avevano presentato le critiche ad un testo che riconosceva si’ l’importanza della contrattazione nazionale ma che poi fissava a 9 euro lordi il minimo salariale, non ha più fatto seguito nessun’altra convocazione. E dall’esecutivo tutto tace.

Siamo preoccupati, continuiamo a dire che i salari minimi sono i minimi contrattuali fissati dai contratti nazionali e che basta estendere l’erga omnes perché la norma sia pronta. Ma il ddl presentato in Parlamento non mi sembra abbia una idea chiara di come potrebbe uscire“, spiega il leader Uil Carmelo Barbagallo a margine degli esecutivi unitari sulla sanità.

Si rischia che entri in un modo ed esca in un altro. Per questo mi auguro che si accantoni il Ddl perché il dumping contrattuale ha già fatto i suoi danni e si rischiano ulteriori tagli salariali. Piuttosto si sbrighino a rinnovare i contratti dei lavoratori“, prosegue.

Preoccupata anche la Cisl di Annamaria Furlan. “Il salario minimo deve coincidere con i minimi salariali“, ribadisce ricordando che proprio per questo il sindacato domani ha organizzato un tavolo alternativo in un convegno in cui i sindacati si confronteranno con il sottosegretario al Lavoro Claudo Durigon della Lega.

Ad attendere l’evoluzione dei fatti anche la Cgil. “Al momento tutto tace. Vediamo cosa succede“, dice il leader Maurizio Landini che sul tema non rinuncia ad una battuta: “il governo piuttosto rinnovi i contratti visto che per il pubblico impiego, con la scorsa legge di stabilità, ha stabilito di erogare per il primo anno un aumento mensile di 8 euro lordi al mese. Inferiore anche a quel minimo salariale che stanno proponendo. Ma chi vogliamo prendere in giro? Il problema allora non è il salario minimo ma l’ esistenza stessa del contratto nazionale“, conclude.