di NUNZIO DE PINTO
SAN MARCO EVANGELISTA – Cresce il consumo della cocaina a San Marco Evangelista. La prova è data dall’arresto della cittadina sammarchese trentunenne Immacolata ROMANELLI. Infatti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, in San Marco Evangelista, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, di Romanelli Immacolata, classe 1985, del luogo.
La donna, controllata a bordo della propria autovettura, a seguito di perquisizione personale, è stata trovata in possesso di 20 dosi di cocaina, occultata all’interno di una borsa. Lo stupefacente recuperato, per un peso complessivo di gr. 15,8 e il denaro contante in suo possesso per euro 270, ritenuto provento dell’attività delittuosa, sono stati sottoposti a sequestro. Nel corso del servizio è stato altresì deferito, in stato di libertà, il compagno della donna che, giunto in un secondo momento sul luogo dei fatti, è stato trovato in possesso di analoga sostanza stupefacente, per un peso complessivo di gr. 3.
Cresce, dunque, anche a San Marco Evangelista l’allarme per l’utilizzo di droghe pesanti da parte di giovanissimi. La cocaina adesso viene venduta “in dosi da strada”, a un prezzo stracciato. È l’ultima trovata di marketing usata dagli spacciatori per “fidelizzare nuovi clienti”. I consumatori sono giovanissimi che “devolvono” nell’acquisto della cocaina i soldi che sarebbero stati spesi per mangiare una pizza. È vero che la cannabis è la droga più usata tra i 15 e i 24 anni, ma subito dopo vengono la cocaina e le anfetamine sintetiche. Oltre alla spaccio in internet si sommano mode segrete nate sottocasa, “a chilometro zero”, riti di iniziazione cui i giovani si sottopongono per essere accettati dal gruppo, come sembrerebbe essere l’arresto della Romanelli.
Come fare a contrastare il consumo? Colpire il narcotraffico rischia di essere poco efficace perché gli stupefacenti passano per mille rivoli e alcuni sfuggono. È invece efficace lavorare sul versante dell’offerta, rovinando l’immagine sbagliata che viene data al prodotto. I narcotrafficanti sono molto bravi nel marketing perché riescono a vendere appagamento e trasgressione. Bisogna lavorare sulla prevenzione, facendo passare il concetto che drogarsi “è una cosa da sfigati”. Molto utili sono i programmi di formazione centrati sui life-skills: i giovani che hanno frequentato tali esperienze partecipando a programmi di formazione triennali hanno potenziato l’autostima e la fiducia in sé stessi. È stato dimostrato che i giovani sicuri di se stessi sono quelli che meno facilmente si fanno tentare dagli stupefacenti.