San Prisco. Raffaele Cinotti, trucidato dalle Brigate Rosse e dimenticato dalla Amministrazione Comunale

di TACCO di GHINO
Sono trascorsi trentasei anni dalla barbara uccisione di un Servitore dello Stato e l’amministrazione comunale non si è degnata nemmeno di mettere una corona di alloro sulla lapide di Raffaele Cinotti, Agente di Custodia, all’epoca, oggi Polizia Penitenziaria.

L’ amministrazione comunale ,  la cui maggioranza è rappresentata dal gruppo  Le Ali per il Bene Comune,  non puo’ dimenticare la  tragica morte di Raffaele Cinotti.  Il Presidente del Gruppo, Ventriglia, infatti,  è un autorevole esponente di questo Corpo Nobile, con la divisa azzurra oggi, verde ieri.

Cinotti prestava servizio presso la sezione Speciale del carcere di Rebibbia . Egli fu barbaramente ucciso nel 1981  fuori casa sua , dalle Brigate Rosse, mentre si avviava a prendere servizio, e fu onorato con i Funerali di Stato.

All’epoca don Giuseppe Cappabianca pronunciò parole dure nei confronti degli stragisti dell’epoca, mentre venerdì 7 aprile  2017 nessuno si è ricordato di questo figlio della città di San Prisco che ha immolato la vita per la legalità.

Purtroppo Raffaele nato il 23-03.1953 aveva appena 28 anni, figlio di onesti lavoratori, entrambi scomparsi, decise di servire lo Stato arruolandosi come tanti negli Agenti di Custodia e dopo il corso formativo fu mandato a Rebibbia.

La città di San Prisco ancora oggi è vicina ai familiari ma l’amministrazione comunale?

Egli  lasciò all’epoca una giovane moglie con due bambini in tenera età.

Grazie ad un sindaco D.C., fu eretto un ceppo al centro del cimitero ove fino a qualche anno fa, la Banda Musicale dell’Arma Azzurra deponeva insieme all’amministrazione comunale una corona di fiori con una messa officiata dai due preti , don Enzo di Lillo e don Giuseppe Cappabianca.

Quest’anno , a pochi giorni dalla Domenica delle Palme,  nessuna iniziativa intrapresa dalla giunta D’Angelo, distratta forse dalla preparazione del bilancio di previsione .

Sono caduti i Valori primari del buon vivere civile e nemmeno la perdita di un figlio della città di San Prisco, trucidato barbaramente da due brigatisti rossi, riesce a far ricordare alle giovani generazioni che la morte violenta di questo Servitore dello Stato deve essere di esempio per tutti.

E gli amministratori? E la minoranza? L’intero consiglio comunale è distratto, compreso il Movimento 5 Stelle mentre c’è ancora qualcuno che ricorda a costoro  che vi sono morti che lasciano su questa terra  una scia incancellabile .