di GIOVANNA PAOLINO
San Tammaro. Continua la battaglia del Dott. Domenico Bovienzo , Agronomo , per la riqualificazione e per la valorizzazione della Reggia di Carditello .
” E’ inaccettabile – denuncia Domenico Bovienzo – che tutti i lavori di ristrutturazione del sito , gia’ preventivamente programmati , siano ancora fermi . Il fabbricato della Reggia versa in stato di abbandono , ne’ tantomeno viene concesso a professionalita’ od organizzazioni esterne di intervenire per contribuire al recupero di un gioiello architettonico e culturale che meriterebbe rispetto e tutela e non degrado ed incuria “.

Domenico Bovienzo lamenta la mancanza di un circuito istituzionale in grado di riqualificare il Real Sito di Carditello sorto in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi, su di una superficie di 6.305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2.100 ettari.
” La riqualificazione di Carditello – afferma l’Agronomo- dovrebbe passare necessariamente attraverso una filiera istituzionale che coinvolga in modo sinergico il lavoro di enti , strutture museali, universita’ e , in particolar modo, la Facolta’ di Agraria, centri di ricerche e sperimentazioni”.
” Ma tutto questo non basta – continua-. Si tratta di creare intorno al sito anche un’ attrattiva culturale e musicale “.
Ricordiamo che la Reggia di Carditello fu commissionata da Ferdinando IV di Borbone all’architetto Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli, e fu costruita nel 1787.
Nel 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Ufficio Esecuzioni Immobiliari – dispose la vendita all’asta del complesso monumentale al prezzo base di 10 milioni per i debiti accumulati dal Consorzio di Bacino del Basso Volturno che ne era proprietario. Ma, anche a causa del grave degrado dell’area circostante diventata sversatoio di rifiuti, andarono deserte ben undici aste. Nel 2014 è stato firmato un accordo tra la Sga (Società Gestione Attività) che ha acquisito i crediti del Banco di Napoli e il Mibact per la cessione del complesso al ministero.
Con Massimo Bray ministro del Mibact, nel gennaio del 2014, è stato firmato un accordo preliminare tra la Società Gestione Attività, che ha acquisito i crediti del Banco di Napoli, e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la cessione del complesso edilizio al ministero stesso.
L’accordo prevede una cessione al Mibact, da parte della Sga (quando quest’ultima entrerà in possesso del decreto di aggiudicazione del Tribunale dopo il saldo) del complesso Real Sito Carditello al costo di 2 milioni e mezzo di euro a fronte degli 11 milioni e mezzo di euro sborsati dalla stessa Sga (società che gestisce i crediti del Banco di Napoli) che non ha sollevato il Consorzio debitore dal pagamento dei restanti 30 milioni di euro.
Il 9 settembre 2016 il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, d’intesa con il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha nominato il Professor Luigi Nicolais Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello.
A questo proposito , va detto che Domenico Bovienzo , nella veste di Consigliere dell’Ordine degli Agronomi , Vice Presidente e Tesoriere del Cup – Comitato Unitario Professionisti- e’ stato il promotore della ” Fondazione per Carditello ” , riconosciuta dalla Prefettura di Caserta, composta da professionisti di 18 Ordini Professionali , con Camera di Commercio e Facolta’ di Architettura, finalizzata alla rinascita del sito.
La tenuta di Carditello è stata riaperta al pubblico l’8 gennaio 2017.
Nel frattempo, continuano le visite guidate della Reggia realizzate dai Volontari che dovrebbero proseguire fino ad aprile 2018.
” Tutto questo – spiega Bovienzo – non puo’ che farci piacere ma resta il fatto , incontrovertibile, che si tratta di episodi sporadici , estranei ad ogni programmazione di restauro e di gestione del bene che , per ragioni a noi non comprensibili, tarda a venire e che impedisce alla Reggia di entrare in rete con il territorio e con le sue forze sociali”.
E’ la Fondazione presieduta da Nicolais a prendere ogni decisione in merito alla Reggia.
” Ci chiediamo – continua – per quale ragione la Reggia continua ad essere blindata in un isolamento territoriale laddove, appena qualche anno fa, sia il Ministro Franceschini sia il Presidente Nicolais avevano parlato di una grande operazione di rilancio per trasformare il sito in un grande attrattore internazionale dove l’agricoltura avrebbe svolto un ruolo centrale e dove sarebbe stato siglato il binomio legalita’- cultura, molto importante in un territorio come quello casertano”.
” A tutt’oggi – afferma Bovienzo – io non vedo alcuna realizzazione degli impegni presi per il rilancio di Carditello. In sostanza , e’ tutto fermo come prima , a parte qualche evento organizzato in via del tutto eccezionale . Senza parlare del degrado che circonda la zona esterna al sito. Non credo che sia giusto parlare di riqualificazione di Carditello”.
” La Reggia – conclude – continua ad essere isolata dalla concreta fruizione dei beni culturali, rimane affidata a pochi che adottano le decisioni e , soprattutto, continua a vivere un’incuria che offende la storia e la cultura della nostra terra”.