SANTA MARIA A VICO. DETENUTO SI FERISCE IN CELLA. GIUDIZIO RINVIATO.

di FIORE D’AGOSTINO

SANTA MARIA A VICO. Rinviato il giudizio di Ivano D’Agostino, detenuto della casa circondariale di Secondigliano. L’uomo, proveniente dal comune di Marigliano, ricattava una famiglia di Santa Maria con filmati contente materiale pornografico, un vile gesto di codardia.
D’Agostino, doveva essere trasferito stamani in aula, sotto gli ordini della procura che aveva chiesto il giudizio immediato, ma a causa di un incidente provocato dall’uomo stesso non è stato possibile effettuare la traduzione ed è stato portato d’urgenza, per aver procurato su se stesso gravi lesioni, all’ospedale Monaldi di Napoli, in prognosi riservata.

Il detenuto fu consegnato ai domiciliari nella scorsa primavera, dopodiché è stato trasferito in carcere, grazie alle indagini effettuate dai militari dell’arma di San Nicola La Strada.
Nonostante fosse ai domiciliari, l’individuo ha continuato a molestare la famiglia vittima dei ricatti, imperterrito, continuando ad inviare i materiali oggetto di accusa.
I dispositivi elettronici delle vittime sono stati posti sotto sequestro, per monitorare gli elementi inviati da D’Agostino e tenere sotto controllo le indagini. Elementi che hanno incastrato ancora una volta l’uomo, già fermato due mesi per atti persecutori e violenza sessuale (art. 609 bis e 612 bis co 1 e 2 c.p.).

Nello specifico, l’attività di indagine ha permesso di ricostruire le plurime condotte persecutorie, di violenza, anche sessuale, minaccia e diffamazione consumate durante tutto il 2016, da D’AGOSTINO Ivano (nato a Napoli il 18/5/1974) il quale ha trattenuto con l’inganno una relazione virtuale su un sito online di incontri, ricavando in modo illecito materiale documentale, informazioni relative all’abitazione, ai luoghi frequentati dalla vittima, numeri di telefono e recapiti dei familiari e degli amici, inserendo nella triste vicenda anche moglie e figli delle vittime. Si parla di una relazione tra un uomo ed una donna, dove D’Agostino sarebbe riuscito ad intrufolarsi, ricavando immagini e altri dati sensibili, inviandoli di conseguenza ai parenti delle vittime del raggiro. Tra le immagini acquisite anche quelle di rapporti sessuali.
Anche uno dei figli della coppia riceveva su whatsapp le foto di entrambi i genitori con altri partner in atteggiamenti esplicitamente sessuali. A peggiorare le cose, è stato l’atto di violenza sessuale versato nei confronti di una delle vittime per evitare la diffusione dei filmati con materiale pornografico, in possesso dell’uomo.