Si stanno incendiando i Colli Tifatini a Biancano di Limatola

Un incendio di vaste proporzioni sta interessando da più di un’ora la zona collinare settentrionale dei Colli Tifatini, più precisamente è la zona di Biancano, frazione di Limatola.

In tutta la zona nord i Tifatini tengono fede al proprio nome, alla propria etimologia in quanto veri e propri boschi di querce, di cerri, di carpini insomma tutta quella vasta vegetazione di alberi che copriva letteralmente tutta la catena delle colline che da Capua arrivano sino a Maddaloni e che interessano, oltre i due citati, anche i comuni di San Prisco, Casapulla, Casagiove, Caserta, Valle di Maddaloni, Castel Morrone e Limatola, per l’appunto, interessata al presente incendio che non può non essere di natura dolosa.

Purtroppo, sono decenni che i Tifatini nelle loro varie parti vengono colpite dalle mani nefaste di incendiari, anno dopo anno si definiva la classica figura di potesse appiccare l’incendio e così anno dopo anno si è andati dal pastore per avere pascoli verdi per le proprie greggi al costruttore abusivo, da qualcuno affetto da particolari turbe psicologiche a qualcuno tutto proteso a capitalizzare dall’incendio.

Resta il fatto che i Tifatini sono stati maldestramente abbandonati ed in questo abbandono sono stati vieppiù violentati da tantissimi, ognuno coi suoi sporchi interessi – tanto in Italia si persegue sempre e solo il guicciardiniano particulare – che hanno calpestato storia, cultura, ambiente. Le condizioni dei Tifatini sono letteralmente deplorevoli: ci si bea dei templi e poi abbazie di Sant’Angelo in Formis e San Pietro ad Montes, degli eremi di San Vitaliano e di San Michele, dell’Acquedotto Carolino e del Borgo Medioevale di Casertavecchia, delle varie fonti come Linara, Tellena del Fico, dell’istituendo Parco Urbano dei Colli dei Tifatini e via di seguito. Bisogna porre termine alle ciance e passare ai fatti, se veramente si vuole dare voce, forma e concretezza a quel bel concetto di ‘bene comune’ che appare sulle labbra di tutti e che condisce oramai qualsiasi discorso, politico o non.