Riceviamo e pubblichiamo la nota di Walter Celestino Coordinatore Provinciale del Sindacato Azzurro – lavoratori del settore ambientale.
Ad oltre un anno e mezzo dal 18 Giugno 2015, in cui fu eletto Presidente della Regione Campania il dottor Vincenzo De Luca, nonostante l’approvazione della L. R. Campania 14/2016, migliaia di lavoratori del settore igiene ambientale barcollano nel buio ricevendo un sussidio da disoccupati nonostante risultino essere dipendenti di enti e/o società partecipate pubbliche. Essi avanzano stipendi arretrati e non si ritrovano i contributi previdenziali ed assistenziali in taluni casi, fin dall’anno 2004 a tutt’oggi. Ed inoltre si ritrovano debitori di banche e società finanziarie le cui pro quote mensili erano già state trattenute sulle loro buste paga dagli effettivi cennati datori di lavoro.
Dopo aver vinto la campagna elettorale promettendo, ai 4.000 lavoratori del comparto, soluzioni immediate, abbiamo dovuto assistere a scene di ordinaria pietà di seguito sinteticamente rappresentate:
a. La Regione Campania ha istituito un corso di formazione, e non di riqualificazione, di tale personale sbattendo 1.200 persone, costrette alla fame, ad iscriversi volontariamente per ricevere 800 euro lorde mensili alle quali dovranno essere detratte, in futuro, le trattenute pari a circa 200 euro per cui i lavoratori, dovendo pagarsi anche le spese di trasporto, per 4 mesi hanno incassato materialmente 450 euro mensili e sono stati costretti dal bisogno a firmare falsi dichiarazioni attestanti di non essere percettori di reddito da lavoro per l’anno 2016, mentre invece per la quasi totalità risultano essere dipendenti dei Consorzi a tutti gli effetti di legge.
b. La recente normativa regionale prevedeva che la lista degli aventi diritto alla ricollocazione fosse approvata nei trenta giorni successivi alla data della promulgazione della stessa, ovvero 27 Giugno 2016, ma ciò nonostante, a frequentare tali corsi, sono stati mandati anche quelli non aventi diritto.
c. Si è assistito che lavoratori di 70 anni era nelle scuole a consumare danaro pubblico quando invece chiedevano di riposarsi, a casa propria, per il raggiungimento del limite d’età e tutto ciò avveniva perché i Consorzi, non avendo versato i contributi previdenziali pregressi, non consentivano quindi all’INPS di poter regolarizzare le pratiche.
d. Nei Consorzi del salernitano (ancora attivi) e non solo, infatti anche nel casertano si stanno verificando situazioni uguali, lo scandalo sta raggiungendo i livelli di assoluta vergogna. I Sindaci, appena appreso della fissazione della data di costituzione (6 febbraio p.v.) degli EdA (ATO), prevista dalla L.R. Campania 14/2016, stanno procedendo velocemente ad auto affidare il servizio di igiene urbana ad aziende “amiche”.
e. Ulteriori astuzie, adoperate da tali Sindaci, di voler applicare l’art. 6 del CCNL di lavoro FEDERAMBIENTE in difformità di quanto stabilito dalla vigente Legge Regionale 14/2016 che prevede, oltre al divieto di nuove assunzioni nel comparto di igiene ambientale (art. 44) a tutela dei lavoratori dei consorzi, il trasferimento di ramo d’azienda, ivi compreso le proficuità e passività (art. 2112 del cc). Con tale sistema, oltre a non pagare i debiti pregressi che hanno con i Consorzi per i servizi ricevuti, evitano anche di ereditare le passività di quest’ultimi dovute alle loro omissioni di pagamento. Inoltre, durante tali passaggi, manifestano l’intenzione di assumere un quantitativo di personale inferiore a quello che effettivamente ha operato sui propri cantieri nonostante, che fin dall’anno 2008, il costo di tali lavoratori e già distribuito interamente sugli utenti a mezzo imposizione sulla tariffa. Una vera e propria truffa, quindi, ai danni dell’erario e con il surplus derivante da quanto introitato assumono, in modo clientelare, nuovo personale e/o utilizzano lavoratori interinali.
f. La bollinatura delle liste dei dipendenti dei consorzi rifiuti campani aventi diritto per un accordo stipulato tra i cinque Prefetto della Campania doveva essere stipulato da tutte le parti sociali presso ciascuna Prefettura inglobando i lavoratori facenti parte di ogni provincia fin dal 27 giugno 2016. Ma a tutt’oggi ciò non è avvenuto, perché la scrivente ha contestato le presenze di moltissimi non aventi diritto.
g. Rispetto a tali lavoratori storici, si è appreso che la Regione Campania affida le attività loro riservate per legge a: LSU, BROS e COOPERATIVE, ponendo gli uni contro gli altri in una lotta fratricida.
h. Molti dei Consorzi attendono da anni dal dipartimento della Protezione Civile il pagamento di quanto loro dovuto per le attività svolte durante l’emergenza rifiuti per svariati milioni di euro. E si è scoperto, recentemente, che alcune società provinciali, pur non avendo svolto esse tali attività, hanno incassato tali fondi loro non dovuti. Nel caso della società SAPNA, si riscontra addirittura che abbia corrisposto al CUB delle province di Napoli e Caserta una cifra inferiore di circa un milione annuo rispetto a quanto introitato dai cittadini della provincia di Napoli. Per tutto quanto sopra riscendiamo in campo per chiudere definitivamente la partita.
Presidieremo le cinque Prefetture della Campania a decorrere dalle ore 10:00 del 30 Gennaio e porteremo, in un unico corteo, tutti i lavoratori dei Consorzi per la resa dei conti il prossimo 2 Febbraio con partenza da Piazza Garibaldi a Napoli fino alla sede della Regione Campani in piazza Santa Lucia.
Respingiamo ogni forma di assistenzialismo e non accetteremo ulteriori proroghe dei corsi di formazione, oltre agli altri due già propinati.
E’ finito il tempo delle promesse e dei giochetti sulla pelle dei poveri lavoratori dei consorzi : è arrivato il tempo di dare risposte serie e concrete a questi lavoratori che da anni per una male gestione della vertenza sia gestionale che politica vivono enormi disagi con le proprie famiglie dal punto di vista lavorativo.