Cent’anni e non sentirli. Teddy Reno, all’anagrafe Ferruccio Merk Ricordi, festeggia oggi il traguardo del secolo di vita, diventando il primo e finora unico centenario della canzone italiana. Nato a Trieste l’11 luglio 1926, il cantante, produttore discografico e talent scout ha attraversato da protagonista oltre settant’anni di storia dello spettacolo italiano, lasciando un segno indelebile nella musica, nel cinema e nella televisione.
La sua carriera è un viaggio nell’Italia del dopoguerra e del boom economico. Dagli esordi a Radio Trieste fino ai successi al Festival di Sanremo e al Festival di Napoli, Teddy Reno ha incarnato un’idea di canzone elegante e raffinata, diventando uno degli interpreti più amati della musica leggera italiana.
Ma il grande pubblico lo ricorda anche per il cinema e, soprattutto, per il suo indimenticabile ruolo in Totò, Peppino e la malafemmina. Fu lo stesso Totò a volerlo nel film del 1956, mentre il cantante si trovava a New York per una serie di spettacoli al locale Blue Angels. Inizialmente sorpreso all’idea che un triestino potesse interpretare canzoni napoletane, Teddy Reno si lasciò convincere dal Principe della risata.
“Non è un dialetto, ma una lingua”, gli disse Totò, insegnandogli pronuncia, inflessioni e perfino la mimica. Da quell’incontro nacque una delle interpretazioni più celebri del cinema italiano: da Statte vicino a mme a Aggio perduto ‘o suonno, fino a Malafemmena, canzone alla quale Totò era profondamente legato. Un’esperienza che cambiò per sempre la sua carriera. “Da allora, quando vado in giro per il mondo, sono considerato un cantante napoletano e questo è tutto merito di Totò”, ha raccontato più volte Reno.
La sua vita è stata segnata anche da un’altra grande storia: l’incontro con Rita Pavone, scoperta proprio da lui al Festival degli Sconosciuti di Ariccia, manifestazione ideata nel 1962 per lanciare nuovi talenti. Da quell’incontro nacque una storia d’amore che superò polemiche e pregiudizi e che dura ancora oggi, dopo oltre mezzo secolo di matrimonio.
Cent’anni dopo la sua nascita, Teddy Reno continua a rappresentare un pezzo prezioso della memoria collettiva italiana: il gentiluomo della canzone, l’artista che seppe unire Trieste e Napoli, tradizione e modernità, eleganza e popolarità. E che, grazie anche a Totò, è entrato per sempre nella storia dello spettacolo italiano.