ULTIM’ORA, VINCENZO P, 70ENNE, PRECIPITA DAL TERZO PIANO IN VIA DANIELE A CASERTA

Sembra che Vincenzo P. abitasse da solo e che non fosse in gravi condizioni fisiche. L'ipotesi più probabile sembra possa essere una disgrazia o un suicidio.

Stamattina, domenica 2 giugno 2019, quando Vincenzo P. di 70anni è precipitato dal terzo piano del suo appartamento in Via Daniele a Caserta. Il tragico gesto è avvenuto alle ore 10.15. La tranquillità della mattina, proprio nel giorno della Festa della Repubblica, quando a poche centinaia di metri al Monumento di Caserta dove è in corso la celebrazione dell’Anniversario, è stata squarciata dalle grida di alcuni passanti che hanno assistito all’insano gesto.

Sul posto si è subito precipitata un’ambulanza del 118, ma i paramedici non hanno potuto fare altro che constatarne l’avvenuto decesso. Sono poi sopraggiunte le Forze dell’Ordine, i Volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri “Reggia”, coordinati da Andrea Corazza, per delimitare l’area e tenere i curiosi lontani dall’accaduto. È stato immediatamente avvisato anche il magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L’uomo pare che vivesse solo in casa e che non fosse affetto da particolari e gravi condizioni fisiche, ragione per cui l’ipotesi che si sia trattato di un suicidio appare la più plausibile. Se così fosse, l’ennesimo suicidio scuoterebbe ancora di più la Città sino nelle fondamenta. In città negli anni scorsi sono stati registrati numerosi suicidi ma non si conoscono le cause del cosiddetto “mal di vivere”. Potrebbe trattarsi, in questo caso, di “depressione”. Stampa, televisione, persino le riviste specialistiche, descrivono la depressione come la malattia della modernità e del consumismo. E tendono ad enfatizzarne l’aumento esponenziale di questi ultimi cinquantanni.

In realtà, la depressione è sicuramente la più antica psicopatologia conosciuta. È stata sempre presente nella storia dell’uomo. Anche se in particolari periodi storici è stata diversamente denominata: melanconia, “taedium vitae”, accidia, “spleen”, nostalgia, e via seguitando. L’80% dei suicidi è dovuto a disturbi depressivi gravi. Nel mondo avviene un suicidio ogni trenta secondi. Il costo sociale è insomma molto elevato. La terapia psicofarmacologica viene proposta, soprattutto in campo accademico e scientifico, come l’unica valida.

Ma bisogna chiedersi se ciò sia vero. Non ci si preoccupa, purtroppo, di scandagliare i modi, e la natura, della depressione che ciascuno di noi può avere. Non si ammette che la depressione possa configurarsi come stato d’animo sfiorato da una tristezza esistenziale o da una tristezza conseguente a un evento vitale. A una situazione che sia portatrice di ansia e di dolore, di sofferenza e scoramento, di inquietudine e di smarrimento, di disperazione e di nostalgia. A una situazione psicotraumatica, insomma, alla quale non è, forse, possibile sfuggire nel corso di una vita.