Vertenza Jabil. Licenziamenti politici e repressione

Il licenziamento di Saverio Spena rappresenta un fatto gravissimo e inaccettabile. Non siamo di fronte a un
semplice provvedimento disciplinare, ma a un atto politico mirato a colpire una voce scomoda, un lavoratore
che ha avuto il coraggio di esprimere dissenso e di opporsi a scelte ritenute dannose per il futuro dello
stabilimento e del territorio.
Saverio Spena è stato punito per aver contestato apertamente la cessione dello stabilimento, una decisione
rigettata da tutti i lavoratori ma portata avanti comunque, ignorando le istanze di chi quotidianamente vive
quella realtà produttiva. Colpire lui significa lanciare un messaggio chiaro: chi alza la testa, chi non si piega,
viene isolato e allontanato.
Questo provvedimento non è un caso isolato. Insieme a Saverio Spena, anche altri lavoratori, come
Pasquale Zeno e Michele Madonna, sono stati oggetto di misure pesanti. A ciò si aggiunge un clima
sempre più preoccupante fatto di numerose contestazioni disciplinari indirizzate in modo mirato a iscritti e
rappresentanti della USB. Un vero e proprio accanimento che punta a indebolire l’organizzazione sindacale e
a colpire chi esercita legittimamente il proprio diritto di difesa, anche nelle sedi legali.
È necessario inoltre sottolineare un dato allarmante: la nuova proprietà, in soli nove mesi, ha già licenziato
tre lavoratori, tutti rappresentanti della USB, e ha avviato decine e decine di contestazioni disciplinari contro
chi ha impugnato la cessione dello stabilimento. Un quadro che evidenzia con chiarezza una strategia
repressiva e mirata.
A questo punto è inevitabile una domanda: cosa aspetta Confindustria Caserta a pretendere le dimissioni
di Stellato, responsabile diretto di questi licenziamenti, anche dal suo ruolo di vicepresidente? Di fronte a
fatti così gravi, il silenzio e l’inerzia diventano corresponsabilità.
Siamo di fronte a un attacco frontale ai diritti, alla dignità e alla libertà dei lavoratori. Un tentativo evidente
di spegnere il dissenso attraverso la paura, di imporre il silenzio attraverso i licenziamenti, di cancellare la
rappresentanza sindacale attraverso la repressione. Questo disegno va respinto con forza.
La USB Industria Campania denuncia con determinazione quanto sta accadendo e ribadisce il proprio
sostegno a Saverio Spena e a tutti i lavoratori colpiti da questi provvedimenti. La mobilitazione continuerà
senza arretrare di un passo, perché il diritto al lavoro, alla dignità e alla libertà non si negoziano.
Nelle prossime ore comunicheremo le iniziative che metteremo in campo contro questo licenziamento e
contro tutti gli altri provvedimenti repressivi, oltre ad avviare un’azione di informazione per rendere
l’opinione pubblica pienamente consapevole di quanto sta accadendo nella vertenza.
SIAMO TUTTI SAVERIO, PASQUALE, MICHELE: TOCCA UNO, TOCCA TUTTI. NON CI FERMERETE: LICENZIATECI TUTTI, NON CI FARETE TACERE.