Villaggio dei Ragazzi, lettera aperta

Le richieste dei genitori

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Regione Campania
Al Ministro dell’Istruzione e del Merito

Oggetto: Non lasciate morire il futuro degli studenti del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni

Egregi Presidenti,
Egregio Signor Ministro,

con questa lettera desideriamo dare voce alle centinaia di famiglie e studenti che stanno vivendo con profonda amarezza e preoccupazione la chiusura improvvisa di due indirizzi scolastici del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.

Una decisione arrivata in modo repentino, senza un reale confronto con le famiglie e senza alcuna tutela per gli studenti che avevano già iniziato il proprio percorso di studi, investendo anni di sacrifici, impegno, risorse economiche e organizzazione familiare.

Dietro ogni studente c’è una famiglia che ha scelto quella scuola con fiducia, affrontando spese di trasporto, libri, materiale didattico e rette scolastiche. Oggi tutto questo rischia di essere vanificato da decisioni che non dipendono dagli studenti, ma da una gestione amministrativa che ha portato la Fondazione Villaggio dei Ragazzi in una gravissima situazione economica.

È inaccettabile che siano i ragazzi a pagare il prezzo di una gestione che, negli anni, non è stata in grado di garantire equilibrio, trasparenza e continuità all’istituzione.

Ma il problema è ancora più grave.

L’indirizzo linguistico del Villaggio dei Ragazzi rappresentava un’offerta formativa praticamente unica nell’intera provincia di Caserta. Nessun altro istituto del territorio offre un percorso completo con lingue come arabo, cinese, russo, tedesco e spagnolo, così come previsto dal piano di studi del Villaggio.

Le famiglie, in questi giorni, hanno contattato numerosi istituti scolastici per cercare una soluzione, ma la risposta è stata pressoché identica ovunque: gli altri licei linguistici prevedono prevalentemente francese, talvolta spagnolo, ma con programmi completamente differenti.

Questo significa che uno studente che oggi frequenta il terzo anno del liceo linguistico e dovrebbe accedere al quarto anno si troverebbe improvvisamente costretto a recuperare fino a tre anni di studio di una lingua, come il francese, mai affrontata in precedenza perché nel suo percorso aveva studiato altre lingue, ad esempio arabo o cinese.

È evidente che una situazione del genere mette seriamente a rischio la prosecuzione degli studi e compromette il rendimento scolastico di ragazzi che, fino a ieri, avevano ottenuto ottimi risultati.

E allora ci chiediamo: dove sarebbero gli accordi di cui il Commissario Straordinario della Fondazione ha parlato pubblicamente?

Accordi su cosa?

Con chi?

Perché le scuole indicate alle famiglie, una volta contattate direttamente, hanno dichiarato di non poter garantire la continuità del percorso linguistico seguito dagli studenti del Villaggio e, in molti casi, non sembrano essere state coinvolte in alcun progetto concreto di tutela degli alunni.

Le famiglie hanno avuto la sensazione di essere lasciate completamente sole.

Ancora più doloroso è il silenzio che circonda questa vicenda.

Mentre studenti e famiglie vivono nell’incertezza più totale, assistiamo alla diffusione di comunicati dedicati a cerimonie, eventi e rappresentazioni teatrali, nei quali si parla di una riapertura “a pieno regime” dell’istituto nel prossimo settembre, facendo però riferimento soltanto ai tre indirizzi rimasti attivi, come se gli altri due non fossero mai esistiti.

Un comportamento che appare come un tentativo di normalizzare una situazione che, invece, rappresenta un autentico dramma umano e scolastico.

A ciò si aggiunge un fatto ancora più grave.

Alcune famiglie sarebbero state contattate per trasferire i propri figli dall’indirizzo linguistico a quello aeronautico, non per offrire una reale soluzione educativa o per rimediare all’errore commesso, ma esclusivamente per evitare la perdita delle rette scolastiche.