A CASERTA SALTANO LE PRIMARIE: Tresca, Battarra, e Boccagna contro Marino, con la benedizione di Capacchione, Pittella, Oliviero

a cura di Iole Vaccaro

In questo momento, al Royal Hotel di Caserta, si sta tenendo la conferenza stampa dei candidati sindaci, Tresca, Battarra e Boccagna, che dichiarano di ritirarsi dalle primarie Pd.

Presente la senatrice Rosaria Capacchione, presenti anche Gianni Comunale già cosigliere Pd , Carlo Scatorza Pd, Lucia Esposito, sindaco di S. Nicola La Strada,  Vito Marozza, l’ex sindaco  Nicodemo Petteruti, Mimmo dell’Aquila dell’Associazione Democratici e Docalisti, Nicoletta Barbato Udc, Crisci della Cisl, Arturo di Palo Pd

L’orientamento è chiaro anche da parte degli alleati del centro sinistra. Il gruppo di Gennaro Oliviero dell’UDC pronto a scendere in campo con Carlo Marino.

 

Si legge sul Blog di Carlo Marino:

“A una settimana dal voto, mi prendo qualche ora di riposo. Vorrei trascorrere questo tempo con la famiglia, ma come spesso accade, hanno tutti altro da fare.
>> E allora preferisco ritornare alla mia occupazione principale: quella di candidato alle primarie del Pd.
>> Mi chiedo cosa potrei dire di diverso per stroncare sul nascere l’ennesima polemica, il gossip delle alleanze che si fanno e si disfano, dell’appassionante dibattito se sia meglio mettere un seggio solo oppure quattro.
>>
>> Non vorrei apparire apocalittico, o buttarla sul classico “chi siamo, da dove veniamo?”. Ma davvero l’unico tema che mi sembra rivesta un qualche interesse è provare a chiederci cosa rappresentiamo o – più modestamente – cosa cerchiamo di rappresentare.
>> Se rispondessimo a questa domanda con sincerità riusciremmo – facendo uno sforzo – a capire meglio la nostra storia e i nostri compiti.
>>
>> La sinistra a Caserta ha grandi tradizioni democratiche ed antifasciste. Ha fondato la sua forza sulla cultura del lavoro, che è la ragione costitutiva del nostro territorio. Sull’agricoltura prima, sullo sviluppo industriale degli anni Settanta, in seguito. La nostra storia è tutta racchiusa nell’eterno scontro tra lavoro e parassitismo. Quando è avanzato lo sviluppo, portando con sé posti di lavoro, benessere e democrazia, la cultura dei diritti ha avuto il sopravvento. Quando invece le crisi economiche, ma anche la speculazione, l’assistenzialismo, l’uso distorto e l’accaparramento delle risorse pubbliche hanno dominato, allora il sopruso, la violenza e la corruzione hanno vinto.
>> A volte mi domando come doveva essere la Caserta del Dopoguerra, quella che si presentava agli occhi del giovane Giorgio Napolitano, segretario della federazione del PCI dal ’51 al ’58 e deputato eletto con i voti del nostro territorio.
>> Caserta doveva essere povera ma dignitosa, una città agricola allo stesso tempo già evoluta grazie ad un tessuto democratico diffuso e vivo.
>> Immagino una città dove era forte una certa aspettativa per il futuro, a cui si guardava con sincero ottimismo.
>> La camorra era solo criminalità, più o meno comune, non ancora in grado di penetrare nel sistema democratico, così come avrebbe fatto negli anni successivi.
>> La democrazia era in mani salde. Le forze in campo erano portatrici di una visione della società e di quella incondizionata fiducia nel futuro di cui parlavo prima.
>> Ciascuna forza politica in campo era convinta che il proprio progetto di futuro fosse il migliore e combatteva per affermarlo.
>>
>> Ecco il punto. Abbiamo, oggi, un progetto per il futuro? Siamo persuasi che stiamo costruendo lo sviluppo, qualcosa di importante per il nostro territorio? E siamo davvero determinati perché consapevoli che il nostro progetto è il migliore?
>> Vorrei che il Pd assumesse sempre di più questa funzione nei prossimi anni. Non quella di essere una fabbrica di amministratori locali, lasciati poi a gestire l’ordinaria amministrazione. Ma quella di essere un soggetto portatore di una visione comune, che accomuni Nord e Sud del paese, donne e uomini insieme, lavoratori e imprenditori, giovani e anziani.
>> È questo quello che si chiede al Pd. È questo quello che ci deve tenere uniti.
È anche quello per cui la politica può ritornare ad essere una cosa nobile, come fu per i nostri nonni e padri.

A fra poco per altri aggiornamenti sull’ intricata vicenda