A Palazzo Paternò di Caserta la presentazione della “Trilogia delle donne dell’acqua” di Marilena Lucente

Alla presentazione interverranno il giornalista Piero ROSSANO, Daniela DE CHIARA, Pio FORLANI. Nel corso dell’evento ci saranno momenti di lettura a cura del “Teatro Civico 14” e degli allievi del laboratorio “La grammatica della scena”

CASERTA – Domenica, 16 febbraio 2020, con inizio alle ore 11:00, presso lo storico Palazzo Paternò di Via San Carlo nr. 140 in Caserta, la scrittrice Marilena LUCENTE presenterà il suo ultimo lavoro letterario dal titolo: “Trilogia delle donne dell’acqua”. Alla presentazione interverranno il giornalista Piero ROSSANO, Daniela DE CHIARA, Pio FORLANI. Nel corso dell’evento ci saranno momenti di lettura a cura del “Teatro Civico 14” e degli allievi del laboratorio “La grammatica della scena”.

È al mare e al mito greco che Marilena Lucente si è da tempo rivolta per esplorare un mistero ancora vasto e in larga parte sconosciuto, cioè l’identità femminile nel suo rapporto con il tempo e la storia. In queste tre brevi prose, Medea, Didone e Penelope prendono la parola per raccontare cos’è stato, per loro, il mare infinito e vicino. Medea, la prima donna ad averlo attraversato a bordo di una nave, si è fatta straniera e assassina per un uomo che solo grazie a lei ha potuto affermare se stesso: proprio per questo, però, si vede respinta al di là del mare, scacciata da una terra dove già era straniera.

A Didone, che viveva in un lutto perenne sulla riva del mare, un uomo giunto dal mare riesce a donare un nuovo presente, ma le nega il futuro promesso fuggendo sul mare. Penelope, che Ulisse aveva portato a Itaca, attende circondata dal mare: l’uomo che vaga sul mare le ha lasciato unicamente un’attesa da colmare e difendere, perché anche l’inganno viene dal mare, assieme alla speranza e alla gioia. Tre prose chiare e dense, che del mare accolgono in sé l’oscillare incessante e la capacità di donare simboli, immagini e allusioni sempre nuove.

Le donne del mito acquistano vita e prendono voce; il mare, intanto, separa e unisce, genera e uccide, inghiotte e sostiene, riconduce e disperde. Dalla superficie delle onde e delle parole, il lettore vede affiorare i volti delle donne che ha conosciuto da sempre, tutt’uno con il mistero delle profondità: simboli e presenze si identificano gli uni con gli altri. Le brevi poesie che aprono il volume e che, a sorpresa, lo chiudono, vengono a posarsi come gabbiani sulla vastità delle riflessioni che questi tre racconti hanno saputo suscitare.