Al Brancaccio di Roma i Socialisti in Movimento provano a ricostruire il PSI

di CARMINE ELISEO
Roma- A due giorni da un dibattito serrato ove i due convenuti Anna Falcone e Tommaso Montanari hanno cercato di spiegare ai presenti che la sinistra si ricostruisce con i fatti e non con le chiacchiere, fermo restando che in prima fila si notava la presenza di D’Alema, venuto a curiosare ma non interessato ad alleanze con i Socialisti, visto che lui le scelte le ha già compiute.

I protagonisti del dibattito sono stati esponenti autorevoli della società civile , del volontariato, di una parte del sindacato che ha ancora a cuore le sorti dei lavoratori, mentre le Donne sono state le protagoniste e tra queste una giovane, Rosa Fioravante, che nel suo breve intervento ha dato lezioni a tutti di Socialismo.

Qualcuno si è chiesto coma mai non ha parlato il grande Costituzionalista Felice Besostri e la risposta l’ha data, uno dei quattro coordinatori dei Socialisti in Movimento, Aldo Potenza, il quale ai giornalisti presenti ha detto:” Noi avevamo tutto l’interesse ad ascoltare e quindi nessun problema per il compagno Besostri e per altri come il Presidente dei Socialisti in Movimento, Biscardini che non è intervenuto. Il nostro obbiettivo è far capire a chi gestisce il PSI che è giunta l’ora di sedersi ad un tavolo e trovare la soluzione giusta per andare AVANTI, distinti e distanti dal PD di Renzi”.

E mentre i socialisti di Nencini hanno terminato il tour delle Idee, gli altri stanno lavorando a come far veicolare proposte atte a convincere qualcuno che la politica del Socialismo dal Volto Umano si costruisce giorno per giorno e non a puntate, una volta con Renzi, grazie a Lotti, ed una volta con Gentiloni, con qualche poltroncina da sottosegretario. Ma che fine ha fatto lo Statuto del PSI del 1975? Dovremmo chiederlo al gruppo dirigente del PSI di Caserta, Campania, Italia .

E Roma? Sono tutti in attesa di quanti posti distribuirà il segretario del PD ai Socialisti di Nencini alla prossima tornata elettorale. Intanto il PD in provincia di Caserta ha già iniziato a tagliare i socialisti eletti nelle sue liste alla regione per poi farne l’uso che ritiene opportuno. Ma Oliviero lo ha capito? Anche lui è un socialista del PSI.