Avvocato Luigi Pace per Comitato Rionale Acquaviva-Movimento CasertaInComune contro l’abrogazione delle strisce blu per i disabili: è iniqua e il Comune vuole solo fare cassa.

“Il Comune di Caserta, in luogo dell’adozione di misure tese a tutelare i diversamente abili, li priva di un beneficio indispensabile, al solo scopo di “fare cassa”, e la sconcertante iniquità del provvedimento appare ancora maggiore ove si consideri che rimane ancora in vigore l’ordinanza sindacale del 21.04.2015 che consente il parcheggio gratuito nelle strisce blu dei veicoli con motore elettrico: siamo davvero all’assurdo !”. Queste le parole dell’Avvocato Luigi Pace, a cui il Comitato Rionale Acquaviva , di cui è Presidente Antonio Rea e Coordinatore Antonio Rossi, ha dato incarico di chiedere a Maria Grazia Nicolo’. Commissario Prefettizio del Comune di Caserta, e a Francesco Biondi, Dirigente al ramo, la revoca delle delibere commissariali n.84 del 17.11.2015 e n.87 del 18.11.2015. ” Abbiamo rappresentato al Commissario Nicolo’ la nostra indignazione- dice Luigi Pace- per la delibera commissariale n. 87 del 18.11.2015, la quale incide in maniera intollerabilmente negativa su di una fascia di popolazione – i diversamente abili, che, per converso, dovrebbero trovare proprio nelle istituzioni la primaria e fondamentale fonte di tutela dei propri diritti”. La detta delibera che abroga l’agevolazione concessa ai veicoli a servizio delle persone invalide per la sosta gratuita nelle cd. strisce blu, e, in piena consapevolezza della assoluta attuale conformità dell’amministrazione comunale alla normativa di cui all’art. 11, comma cinque, del DPR 503/06 demanda alla società affidataria del servizio di riscossione delle entrate derivanti dalla occupazione di suolo pubblico, la Publiparking srl, il compito di provvedere a conformarsi alla citata normativa, ossia individuare un posto auto riservato ai diversamente abili ogni 50 posti disponibili, o comunque uno loro riservato laddove il numero degli stalli a pagamento sia inferiore ai 50 posti. ” In termini più semplici- continua Luigi Pace- per sua stessa ammissione, l’amministrazione comunale afferma di non rispettare, allo stato odierno, le disposizioni di cui al citato DPR, ed, al contempo priva i diversamente abili di un beneficio loro essenziale per favorirne la mobilità”. Secondo l’Avvocato Pace il Comune di Caserta avrebbe dovuto tenere conto della risoluzione del 9.5.201 della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati la quale ha autorevolmente suggerito, in attesa di susseguente specifica formazione in materia, ai Comuni di prevedere nei propri regolamenti la possibilità per i disabili di utilizzare gratuitamente i parcheggi a strisce blu, qualora risultino occupati quelli loro riservati, ed, altresì, di incrementare il numero dei posti da riservare ai diversamente abili: dello stesso tenore i pareri del Ministero dei Trasporti n. 6241/11 e 2026/14. Profili di grave censurabilità , secondo Luigi Pace, investono altresì la delibera commissariale datata 17.11.2015, con cui è stata revocata la delibera di giunta comunale n.58 del 18.10.2011, con cui, all’epoca, venne istituita una tariffa di penalità per il rinnovo del pagamento della sosta, con conseguente odierna applicazione per i trasgressori delle sanzioni previste dal codice della strada.” Il provvedimento che si contesta è alla radice inficiato da un grossolano – in punto di diritto – errore di fondo- conclude Luigi Pace- -A sua motivazione, difatti, si richiama la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 53284 del 12.05.2015, e la susseguente nota interpretativa ANCI che stabilisce che nel caso di aree di parcheggio, dove la sosta è consentita a tempo indeterminato e subordinata al pagamento di una somma, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non si sostanzia in una violazione degli obblighi previsti dal codice, ma si configura come una inadempienza contrattuale che comporta per l’amministrazione creditrice un recupero delle tariffe non riscosse previa le procedure coattive previste ex lege e l’eventuale applicazione di una penale “.