di GIOVANNA PAOLINO
Ieri sera, nella sede provinciale Pd in via Maielli a Caserta, il Comitato Organizzatore Pro Emiliano ha tenuto un incontro pubblico per presentare la mozione Emiliano ed anticipando a Caserta e a Casal di Principe l’arrivo del Governatore della Puglia che ha come obiettivo quello di ” rottamare Matteo Renzi” ponendosi alla guida del Pd nazionale.
Presenti l’Onorevole Simone Valiante, l’Onorevole Francesco Boccia, Gennaro Falco, Carlo Corvino e Mariana Funaro.
Con loro il ViceSindaco di Mondragone, Benedetto Zoccola, simbolo incondizionato della lotta alla criminalita’ organizzata nel nostro territorio.
Benedetto Zoccola ha partecipato all’incontro di presentazione della mozione Emiliano in veste di osservatore.
Ma il Comitato Organizzatore gli ha fatto pubblicamente una proposta : quella di diventare Portavoce e , dunque , testimonial del movimento che vede Michele Emiliano candidato alla carica di Segretario Nazionale del Partito Democratico. Il giovane ViceSindaco di Mondragone si e’ riservato di dare una risposta in breve tempo.
Il legame fra Benedetto Zoccola e Michele Emiliano e’ forte ed intenso: si tratta di due percorsi di vita di due uomini del Meridione che procedono parallelamente sulla stessa strada della Legalita’.
Michele Emiliano e’ un ex Magistrato , che ha lavorato con Giovanni Falcone e con Paolo Borsellino . Sia come Magistrato, che come Politico Michele Emiliano ha fatto della Legalita’ e della lotta contro la criminalita’ organizzata la bandiera del suo impegno umano, professionale e politico. Emiliano e’ stato colui che ha annientato la Sacra Corona Unita in Puglia.
Benedetto Zoccola ha 34 anni, una laurea in Economia e Management. Da 3 anni vive sotto scorta per aver denunciato la criminalità nella propria terra. Benedetto Zoccola grazie alla sua denuncia ha fatto arrestare il boss Americo Di Leone, reggente del clan di Mondragone in provincia di Caserta. Il 21 Gennaio 2015, mentre si trova all’interno del suo studio commerciale, viene colpito da una bomba esplosa per mano della camorra locale, nonostante i due carabinieri di scorta. Il primo Febbraio dello stesso anno, poche ore dopo una manifestazione anticamorra di solidarietà promossa dalla cittadinanza a margine dell’attentato, un nuovo ordigno esplode fuori casa sua mentre si trova con familiari. Qualche giorno dopo viene rafforzata la sua scorta.
” Ho avuto modo di apprezzare la mozione Emiliano – ha affermato Benedetto Zoccola- . Per la prima volta sento parlare di criminalita’ e di lotta alla mafia. Nessun Presidente del Consiglio, tantomeno Pd, al momento del suo insediamento, ha affrontato questo problema che rappresenta la chiave di tutti i problemi nel nostro territorio e in Italia soprattutto per quanto riguarda la gestione dei beni confiscati alla camorra”.
Recentemente Benedetto Zoccola ha pubblicato un libro dal titolo “Il mio nome è Zoccola e per la camorra sono un figlio di puttana” , edito da La Vardera con prefazione di Roberto Saviano di cui pubblichiamo un estratto :
“Benedetto Zoccola nel 2012 eredita un terreno dal nonno a Mondragone, in provincia di Caserta, e decide di volerci costruire delle abitazioni. Il boss del clan locale Amerigo Di Leone gli impone il versamento di un obolo alla camorra per poter avviare i lavori, cinquantamila euro. Benedetto Zoccola di rivolge alle forze dell’ordine e da quel momento la sua vita perde ogni possibile normalità.
Cosa ti aspetti se denunci? Potevi pagare e zitto. Non oso immaginare quante volte Benedetto si sia sentito ripetere queste due frasi. Infinite volte. E forse Benedetto avrà spiegato con la pazienza che impari ad avere quando la tua vita repentinamente cambia, che il problema non è l’esistenza della camorra e nemmeno la tua singola denuncia. Il problema sono le persone per bene, sono le loro denunce mancate, quelle non arrivate, i ricatti subiti in silenzio, le tangenti pagate. Dove tutti sono eroi non lo è più nessuno. Dove tutti sono bersaglio non lo è più nessuno.
L’anno scorso la camorra fa esplodere una bomba carta nell’ufficio di Benedetto provocandogli la perdita permanente della vista da un occhio, a questo evento drammatico segue una manifestazione di solidarietà e Benedetto, insieme alla riconoscenza, constata che la cittadinanza non partecipa compatta, che la gente per bene latita, non c’è, resta a casa, delega, non sa, non ha interesse. Ho forse ha paura. Ma la paura non è una giustificazione, bisogna essere in tanti, bisogna essere tutti”.